Siena, 15 aprile 2018 - Un autentico tesoro, la Francigena, da valorizzare e sviluppare per richiamare sempre più visitatori. In che modo? Con un network permanente tra operatori turistici ed enogastronomici, un evento dedicato all’orienteering, lo sviluppo di nuovi servizi di mobilità sostenibile ed una comunicazione a supporto non convenzionale, attraverso i fumetti.

Sono solo alcune delle proposte per la valorizzazione del sistema ricettivo lungo la via Francigena suggerite dagli imprenditori del settore che hanno partecipato al «Living lab», un laboratorio di co-creazione di prodotti e servizi che nelle scorse settimane ha riunito a Lucca e a Siena imprenditori turistici, ristoratori e stakeholders culturali.

PROMOSSO da Confesercenti, Fondazione Sistema Toscana e Vetrina Toscana, il Living lab è «uno strumento innovativo per raccogliere input dal basso», secondo la definizione del presidente regionale di Confesercenti, Nico Gronchi. Un’occasione per raccogliere spunti innovativi per la valorizzazione di uno degli asset emergenti della Toscana come destinazione turistica. Le proposte sono state presentate all’interno della giornata di incontro sviluppata proprio intorno a questo tema e che ha avuto luogo all’accademia Chigiana.

A mettere d’accordo tutti i partecipanti, l’utilità di rivolgersi con decisione al target dei «turisti slow», considerato ormai complementare a quello «tradizionale» dei pellegrini. Tra le azioni elaborate per meglio intercettarlo ci sono l’allestimento di un evento internazionale dedicato all’orienteering e l’applicazione di una storytelling in forma di fumetto per la narrazione della Francigena. Dagli operatori è emersa anche una lacuna nell’offerta di servizi al turista camminatore, quella relativa alla mobilità sostenibile (ovvero navette, noleggio bici, consegna bagagli). Per mettere a frutto queste e le altre proposte elaborate, i partecipanti al Living lab hanno suggerito l’attivazione di una rete permanente tra operatori turistici e gastronomici per lo sviluppo di prodotti e servizi integrati. Dopotutto le imprese potenzialmente interessate sono molte: nei trentanove comuni toscani attraversati dalla Francigena, sono attive 2700 strutture ricettive, 5500 ristorative e centinaia di vinicole lungo sei Strade del vino. «Sono tutti attrattori complementari della Francigena», evidenzia il direttore del Centro Studi Turistici Alessandro Tortelli.

OPERATORI e istituzioni, secondo l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, sono ora ad un bivio: «possiamo investire per gestire le criticità che portano i grandi flussi turistici, oppure prenderli così come vengono – afferma –. La soluzione ai grandi numeri non sono i tornelli, ma la sollecitazione ad alzare la qualità dell’offerta. La Francigena rappresenta un modello di produzione turistica omogenea e potenzialmente ce ne sono altri: dalle terme al cicloturismo, alla neve. Ampliare questo modo di agire può premiare la voglia di darsi da fare dei nostri giovani che cercano lavoro. Ma la prima attitudine per chi vuol investire in questo senso deve essere la passione dell’accoglienza».