La raccolta del luppolo
La raccolta del luppolo

Siena, 23 agosto 2019 - Da una pianta di luppolo scoperta da un volontario dell’Associazione Le Mura nel 2017 è nato un progetto scientifico in collaborazione con l’Università di Siena. «I botanici studieranno le caratteristiche delle piante autoctone, cresciute in maniera spontanea, da cui è già stata ricavata la birra, confrontandole con quelle piantate ex novo di cui abbiamo raccolto i frutti proprio mercoledì mattina. Erano state sistemate sotto le mura, sul lato della Giraffa». Orgoglioso di questo piccolo ‘cammeo’ dell’attività di valorizzazione delle valli verdi, il presidente de ‘Le Mura’ Duccio Nello Peccianti. «Quest’anno al progetto si è aggiunto il professor Massimo Nepi del nostro Ateneo – sottolinea – che porterà avanti gli studi sui luppoli da noi coltivati e anche su quelli selvatici che nascono spontaneamente nella Valle di Follonica da cui è partita l’iniziativa, singolare ma bellissima. Ovviamente, tutto il lavoro da noi svolto è volontario. Aver tirato su da un terreno semi-abbandonato tutto ciò, è piccolo sogno. Ci riempie di soddisfazione».

Nel 2018 è stata prodotta una ‘chiara’ con il luppolo senese, grazie all’aiuto del birrificio ‘La Diana’. Così sarà fatto con il nuovo raccolto?

«Venne buonissima! Riscosse un grande successo sia durante una festa nei giardini del Leocorno che in un ulteriore appuntamento nella Giraffa. Quest’anno abbiamo detto ‘proviamo a fare qualcosa di più’, chiedendo la consulenza dei botanici dell’Università approntando due diverse zone di coltivazione, grazie all’impiego per, sostenerle, delle canne di bambù che crescono nella valle. E’ rimasta l’area autoctona cui si è aggiunta dunque una seconda, con 7-8 piante nuove. Ebbene, in queste ultime il luppolo era già maturo per il raccolto mentre quello autoctono lo sarà soltanto fra un mese e mezzo. L’Università analizzerà le loro caratteristiche, confrontandole. Anche perché questa pianta non cresce proprio ovunque, preferendo latitudini più settentrionali. Nel Senese, per esempio, sull’Amiata. Quindi, se nella Valle di Follonica viene su bene è importante capire perché».

Quanto è stato il raccolto per adesso?

«Circa due chili. Li abbiamo messi sotto vuoto e surgelati affinché sia conservato il profumo incredibile che emanava il luppolo. Un grazie particolare voglio rivolgerlo, oltre ai volontari che collaborano al progetto, anche alle Contrade del Leocorno e della Giraffa per il supporto che ci hanno aiutato ad annaffiare e a tenere pulita l’area di coltivazione».