di Pino Di Blasio Tommaso Marrocchesi Marzi è convinto che la battaglia per il collegio Toscana 12 alla Camera abbia messo in secondo piano le campagne elettorali per le grandi città, da Roma a Milano, da Napoli a Torino e Bologna, perché a Siena si gioca la partita tra due modi di vedere l’Italia. "Il primo elemento per capire l’importanza di questa sfida - afferma il candidato del centrodestra - è una campagna elettorale condotta per riparare i danni sistematici che la sinistra ha provocato in questo territorio. Dal Monte dei Paschi alle infrastrutture e all’incapacità di dare stimoli al turismo e al commercio per consentire una ripartenza duratura. L’altro elemento è la diversità di vedute sul Paese, non solo sul territorio". E qual è la differenza? "Io sono per una politica che vuole passare dal dire al fare. Partire da...

di Pino Di Blasio

Tommaso Marrocchesi Marzi è convinto che la battaglia per il collegio Toscana 12 alla Camera abbia messo in secondo piano le campagne elettorali per le grandi città, da Roma a Milano, da Napoli a Torino e Bologna, perché a Siena si gioca la partita tra due modi di vedere l’Italia.

"Il primo elemento per capire l’importanza di questa sfida - afferma il candidato del centrodestra - è una campagna elettorale condotta per riparare i danni sistematici che la sinistra ha provocato in questo territorio. Dal Monte dei Paschi alle infrastrutture e all’incapacità di dare stimoli al turismo e al commercio per consentire una ripartenza duratura. L’altro elemento è la diversità di vedute sul Paese, non solo sul territorio".

E qual è la differenza?

"Io sono per una politica che vuole passare dal dire al fare. Partire da un riconoscimento politico delle responsabilità, dall’analisi dei problemi e dal programma per superarli. Basandosi sul rispetto del territorio e della sua gente. Dall’altra parte c’è l’Europa vista come panacea di tutti i mali, ma senza che i soldi del Pnrr si materializzino sul territorio. Una fuffa ideologica che mira a nascondere i danni e le persone coinvolte nella politiche disastrose".

Lei è da mesi in corsa. Ha dovuto cambiare modalità di campagna elettorale?

"Il 20 dicembre La Nazione pubblicò la notizia della scelta unitaria del centrodestra e scrisse che ero io il candidato. Allora si parlava di elezioni in primavera, ma dal 20 dicembre ho sempre parlato di problemi del territorio come esempio della cattiva politica della sinistra. A me interessa risolvere i problemi, a Letta interessa solo la tenuta politica dell’alleanza tra Pd e 5Stelle"

Deve ammettere che il segretario del Pd come altro candidato ha acceso riflettori sul collegio di Siena...

"Dal 10 maggio ho auspicato la discesina in campo di Enrico Letta perché avrebbe consentito al disastro Mps e alle carenze sulle infrastrutture di diventare temi nazionali. E avrebbe permesso a me di dimostrare che questa politica dissennata ha messo a repentaglio la nostra coesione sociale e un modello di vita. Anche le Contrade soffrono per questa situazione".

Cosa si aspetta dal voto?

"Ho portato all’attenzione della gente un programma di 8 punti, che ruota su una permessa: mettere in sicurezza il territorio. Il primo punto è il futuro di Banca Mps, con progetti alternativi a UniCredit e la parlamentarizzazione del dossier sul negoziato. Se riusciamo ad incanalare il Tesoro lungo un percorso che evidenzi il danno economico e sociale sul territorio di una svendita del Monte, oltre al costo di 10 miliardi per i contribuenti italiani, riusciremo a coinvolgere altri soggetti interessati".

Tra Salvini e Giorgetti, i suoi sponsor autorevoli, c’è una differenza di vedute su Mps..

"Il ministro Giorgetti, da tecnico, ha compreso che l’attenzione va spostata sul metodo della trattativa. Matteo Salvini ha il dovere di aprire una strada politica diversa dalla soluzione preconfezionata in una data room.

Due soggetti interessati alla parte buona del Monte non bastano, mentre il Tesoro sembra sdraiato sulle posizioni dei privati. Avendo in mano il ’gobbo nero’ della bad bank, più 10 miliardi dei contribuenti spesi e la macelleria sociale sul territorio, dagli esuberi alla banca svuotata".

Lei è candidato per tutto il centrodestra, o più per la Lega?

"Sono un candidato civico, esponente della società civile. Sono come i miei vini, metto d’accordo tutti. La Lega ha una struttura territoriale più diffusa, per volere degli elettori. Per Forza Italia hanno fatto campagna per me il commissario toscano Mallegni, l’onorevole Erica Mazzetti, verranno i ministro Brunetta e Garavaglia. Fratelli d’Italia schiererà La Pietra e Donzelli".

La prima cosa che farà da eletto?

"Il dossier Mps in Parlamento e la sanità, contrastando la perdita di eccellenze sanitarie alle Scotte, a causa della decisione sbagliata di non fare un ospedale Covid in provincia".

E le Scienze della vita?

"Serve il riconoscimento di distretto, i fondi del Pnrr dovranno premiare ricerca e sviluppo che abbiano riscontri sul mercato. Altrimenti ripeteremo i 100 milioni di euro della Fondazione buttati su Siena Biotech".