Un condominio ’ostaggio’ di un sorvegliato speciale

Storia paradossale a Grassina, frazione fiorentina, raccontata su ’QuiAntella’. Il Tribunale di Siena impone a pregiudicato di restare nel domicilio che ha eletto.

Un condominio ’ostaggio’ di un sorvegliato speciale

Un condominio ’ostaggio’ di un sorvegliato speciale

Il Tribunale di Siena, presumibilmente, si è fidato di una visita rapida o del fatto di vedere le chiavi di quell’appartamento in un condominio a Grassina, popolosa frazione del Comune di Bagno a Ripoli, piena città metropolitana fiorentina. Imponendo a C.B., che doveva rispondere di reati violenti a vario titolo, la sorveglianza speciale nel domicilio in quel palazzo, sicuramente era ignaro del fatto che l’uomo abitava in una stanza concessagli abusivamente in affitto da uno degli inquilini del condominio.

E’ solo l’inizio di una storia paradossale raccontata da Francesco Matteini, già caporedattore de La Nazione, su ’QuiAntella.it’, giornale on line dell’area fiorentina. Il sorvegliato speciale terrebbe praticamente in ostaggio tutto il condominio. Una volta che il proprietario dell’appartamento dove dormiva ha scoperto che abitava in una stanza in subaffitto abusivo, ha cacciato di casa sia lui che chi gli aveva affittato la stanza. E ha cambiato poi la serratura alla porta.

Ma questo non ha scoraggiato il nostro ’sorvegliato’. Perché ha scelto un locale tecnico del condominio, vicino a delle caldaie e degli impianti, per suo domicilio. Lì dormirebbe, mangerebbe e farebbe i suoi bisogni. Minacciando chiunque gli chieda di andarsene e trascorrendo le giornate a zonzo per la frazione. Facendosi forza del fatto che il Tribunale di Siena gli ha imposto di rimanere nel suo domicilio, quel condominio appunto.

Matteini su ’QuiAntella’, rivela anche che alcuni condomini hanno scritto al sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, chiedendo aiuto al Comune.

"Tutti i condomini, oltre che esasperati, sono molto impauriti e preoccupati dal comportamento di questa persona – è scritto nella lettera -: spesso è in stato di ubriachezza, ha un temperamento molto violento e lancia minacce e improperi a chi prova ad allontanarlo. Oramai chi rincasa di notte ha paura di trovarselo davanti e di subire un’aggressione".

"Siamo esasperati – dicono gli inquilini – Il rischio è che la situazione possa degenerare. Si è pensato di chiudere a chiave il locale tecnico, ma subito è arrivata la minaccia da parte dell’interessato: possiedo ancora le chiavi del portone esterno, ci ha risposto, mi sistemerò a dormire nell’atrio delle scale".