di Laura Valdesi "Continuate ad indagare". Parole di una madre, Mirella Rubbioli, 82 anni, che convive con una ferita nel cuore. La figlia Alessandra Vanni era stata trovata senza vita, strangolata con un filo da pacchi, dietro il cimitero di Castellina in Chianti, nella notte fra l’8 e il 9 agosto 1997. Aveva solo 29 anni. Il colpevole non è mai stato trovato. Ma la procura...

di Laura Valdesi

"Continuate ad indagare". Parole di una madre, Mirella Rubbioli, 82 anni, che convive con una ferita nel cuore. La figlia Alessandra Vanni era stata trovata senza vita, strangolata con un filo da pacchi, dietro il cimitero di Castellina in Chianti, nella notte fra l’8 e il 9 agosto 1997. Aveva solo 29 anni. Il colpevole non è mai stato trovato. Ma la procura ha riaperto il caso e c’è un nuovo fascicolo per omicidio aggravato che prevede l’ergastolo e dunque non si prescrive. Due gli uomini indagati e sottoposti ad esame del dna che, come emerso nei giorni scorsi, è risultato negativo. Non c’era corrispondenza, hanno messo nero su bianco i carabinieri del Ris di Roma, con quello trovato sotto le unghie della giovane donna, che si era difesa inutilmente dal suo assassino graffiandolo. Un risultato che esclude responsabilità degli indagati ai quali comunque non è ancora stata comunicata l’archiviazione. Tutt’altro. "Dalla rilettura degli atti, questo posso dirlo – spiega il procuratore Salvatore Vitello – sono emersi altri aspetti che riteniamo meritevoli di approfondimento. Li stiamo infatti esaminando".

L’iniziativa del pm Nicola Marini, dunque, di concerto con la polizia giudiziaria, non è risultata una bolla di sapone. Saranno stati esclusi da una responsabilità diretta con l’omicidio della tassista senese i due indagati ma gli investigatori evidentemente avevano altri spunti su cui scavare. E sui quali viene mantenuto il massimo riserbo. Sono state esplorate tutte le piste nei lunghi 23 anni trascorsi dalla scoperta del corpo senza vita della giovane. Ma è soprattutto il movente a mancare in questa vicenda così particolare su cui si stanno adesso riaccendendo i riflettori delle cronache nazionali. Aveva davvero visto qualcosa che non doveva? Un giallo irrisolto su cui si continua a scavare. Non solo sui due indagati sarebbe stata concentrata infatti l’attenzione.