Tabaccaia accusata di peculato: intascava i soldi del Lotto

Fra fine 2021 e inizio 2022 non aveva versato oltre 21mila euro pur essendo incaricata di pubblico servizio. Ha già avuto un procedimento davanti alla Corte dei conti, ora ha chiesto al giudice Minerva di patteggiare

I soldi del lotto erano stati intascati da una tabaccaia invece di versarli a Lottitalia

I soldi del lotto erano stati intascati da una tabaccaia invece di versarli a Lottitalia

Siena, 29 settembre 2023 – Una tabaccaia della nostra provincia è finita nei guai venendo accusata di peculato per non aver versato a Lottitalia il ricavato delle giocate settimanali effettuate dai clienti nel suo negozio fra la fine del 2021 e i primi giorni del 2022. Oltre ventimila euro che avrebbe tenuto per sè. Ma non gli è stato contestato dalla procura il reato di appropriazione indebita quanto, appunto, quello più grave di peculato (la pena va da 4 a 6 anni) in quanto ai tabaccai, nell’esercizio delle loro funzioni, viene riconosciuto lo status di esercenti di pubblico servizio. Di conseguenza, nel caso che trattengano somme di denaro pubblico, come nel caso delle giocate del Lotto, il reato viene qualificato come peculato e non appunto appropriazione indebita. La negoziante, al termine dell’inchiesta condotta dal pm Valentina Magnini che nel febbraio scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio della donna, nell’udienza preliminare davanti al gup Chiara Minerva ha chiesto di patteggiare. Il pm ha dato il suo assenso, condizionato però al ristoro del danno nei confronti dell’erario. Perciò l’udienza è stata rinviata al 15 novembre al fine di verificare se la tabaccaia ha davvero consegnato le somme che ancora doveva versare, per pronunciare poi la sentenza sul caso.

Non era un periodo facile sotto il profilo economico per le attività commerciali il dicembre 2021. C’era stato un ritorno di fiamma della pandemia, niente feste in Piazza per San Silvestro, nuove restrizioni e mascherine obbligatorie. Nessuno navigava nell’oro. La tabaccaia, che gestisce una ricevitoria in un paese della nostra provincia, aveva un regolare contratto con Agenzia delle Dogane e Monopoli, stipulato nel 2016 per 9 anni. Forse visto il periodo delicato per l’attività legato alla pandemia ha tenuto per sè, invece di versarli, gli euro derivanti dalla raccolta del Lotto, nonostante l’Agenzia le avesse intimato più volte di versare il dovuto. Un bel gruzzolo, oltre ventimila euro, frutto della raccolta del gioco a cavallo fra Natale 2021 e gli inizi di gennaio 2022. La donna, difesa dall’avvocato Nicola Giuliani, ha dovuto affrontare anche un giudizio davanti alla Corte dei Conti. E adesso, dopo aver restituito le somme trattenute, patteggia la pena.