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Sfruttava stranieri negli autolavaggi. Arrestato imprenditore di Colle

Ai domiciliari un 38enne egiziano. Blitz dei carabinieri e della finanza. Sequestrate due ditte individuali

Sfruttava stranieri negli autolavaggi. Arrestato imprenditore di Colle

di Laura Valdesi

SIENA

Il titolare di un autolavaggio di Colle Val d’Elsa è stato arrestato ieri mattina da carabinieri e guardia di finanza. Si trova ai domiciliari, in attesa di essere interrogato dal giudice, con un’accusa pesante. Quella di aver sfruttato i dipendenti impiegati negli autolavaggi che ha aperto nella nostra provincia. Si tratta in prevalenza di suoi connazionali.

L’inchiesta, coordinata dal pm Siro De Flammineis, ha portato anche al sequestro preventivo di 17.476 euro (che sarebbe pari all’ingiusto profitto a danno dei lavoratori), unitamente a due ditte individuali, entrambe riconducibili all’egiziano 38enne, dove venivano impiegati gli addetti. Sarebbero una decina i lavoratori sfruttati, secondo quanto appurato dagli investigatori, dal 2023 ad oggi. Addetti che sicuramente sono stati ascoltati per capire la loro retribuzione e le ore in cui restavano a lavoro, in modo da verificare – contratto di categoria alla mano – l’entità del loro eventuale sfruttamento. Di più: gli accertamenti avrebbero cosnentito di rilevare nei due autolavaggi anche la violazione di alcune norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tutto è nato da un intervento dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e della stazione dei militari forestali nella ditta individuale che veniva gestita dall’extracomunitario. Qualcosa non tornava. Così l’Arma ha approfondito servendosi anche del supporto dei carabinieri locali . Ci sono stati sopralluoghi, accertamenti tecnici, l’esame dei libri unici del lavoro e delle buste paga degli addetti degli autolavaggio. Tutto ciò, una volta analizzato, ha permesso agli investigatori di ipotizzare "lo sfruttamento di 10 connazionali", recita una nota congiunta di Arma e guardia di finanza. "In particolare attraverso reiterate violazioni della normativa sull’orario di lavoro e la corresponsione delle retribuzioni inferiori alle attività svolte, il titolare della ditta avrebbe tratto un ingiusto profitto a danno dei propri dipendenti, approfittando del loro stato di bisogno".

Poi sono entrate in scena le fiamme gialle. Il Nucleo, per l’esattezza. occorreva infatti ricostruire il profilo economico-finanziario del titolare dell’azienda anche per poter poi ’aggredire’ eventualmente i suoi beni in misura corrispondente all’ingiusto profitto conseguito sulla pelle dei propri addetti. Il pubblico ministero, in base ai risultati emersi dall’inchiesta, ha chiesto al gip la misura cautelare. Il motivo? Evitare che l’egiziano potesse continuare a commettere lo stesso reato ma anche impedire un potenziale inquinamento delle prove. Il ’quadro’ tratteggiato dalla procura è stato condiviso per cui sono scattati ieri gli arresti, unitamente al sequestro preventivo di poco più di 17mila euro unitamente a due ditte individuali che erano riconducibili, come detto, al 38enne. Adesso militari dell’ispettorato del lavoro e carabinieri dovranno analizzare carte ed ulteriori elementi acquisiti nel corso del blitz.