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Servizio di emergenza-urgenza: "Arretramento dei servizi sanitari. Stop a cambiamenti al ribasso"

A San Gimignano l’associazione Don Antenore Grassini è sul piede di guerra per le novità introdotte

Il consiglio direttivo dell’associazione annuncia che seguirà costantemente il tema della sanità a San Gimignano «denunciando pubblicamente eventuali ulteriori ridimensionamenti e spingendo affinchè siano ripristinati i servizi tagliati»

Il consiglio direttivo dell’associazione annuncia che seguirà costantemente il tema della sanità a San Gimignano «denunciando pubblicamente eventuali ulteriori ridimensionamenti e spingendo affinchè siano ripristinati i servizi tagliati»

Sulla nuova riorganizzazione del servizio sanitario "emergenza urgenza a San Gimignano" presentata alla comunità all’assemblea pubblica in sala del Centro Civico "Le Granaglie" illustrato dai dirigenti della Asl Sud Est, è arrivata una nota dal consiglio direttivo dell’Associazione culturale e di promozione sciale Don Antenore Grassini. "Grande preoccupazione per le novità introdotte nella gestione dei servizi sanitari locali, per effetto di scelte gestionali delle Istituzioni preposte, che stanno producendo un arretramento dei servizi erogati in questi anni alla popolazione".

L’associazione prosegue elencando i cambiamenti che non ritiene migliorativi del servizio, a partire dalla "sostituzione, per diversi mesi dell’anno, del medico con l’infermiere professionale a bordo delle ambulanze, la chiusura del punto di primo soccorso dopo 11 anni di attività, il dimezzamento del punto prelievi presso il distretto e la scomparsa per diversi giorni della settimana dell’impiegato amministrativo, sostituito con sistemi elettronici di non facile utilizzazione soprattutto da parte degli anziani".

Affermano nella nota di "decisioni che non condividiamo perché è del tutto evidente che abbassano la qualità dei servizi e ridimensionano l’accesso ai servizi stessi da parte dei cittadini". E ancora: "Ci auguriamo che certe decisioni possano essere riviste e siamo fiduciosi che le Istituzioni locali sapranno far valere le buone ragioni di una cittadinanza che già ha dovuto sopportare, e sta sopportando, il notevole ritardo con il quale la Asl ha avviato la ristrutturazione complessiva del presidio socio-sanitario "Santa Fina" con all’interno la Rsa e gli altri servizi. In coerenza con lo statuto dell’associazione, che assegna al nostro agire quotidiano anche il compito di promuovere la solidarietà sociale, ponendo al centro la persona umana con i suoi bisogni e le sue aspirazioni, con una particolare attenzione alle persone fragili e anziane, seguiremo costantemente questo tema della sanità sangimignanese, denunciando pubblicamente eventuali ulteriori ridimensionamenti e spingendo, al contrario, affinché vengano ripristinati questi servizi che sono stati rivisti al ribasso".

Romano Francardelli