"Se ne va un pezzo di storia. Era visionario e veemente. Devo tanto a Franco Caroni"

Il ricordo del grande jazzista Paolo Fresu: "Se sono il musicista di ora, molto è dovuto a lui". Il cordoglio dell’Accademia Musicale Chigiana e del Conservatorio ’Rinaldo Franci’ .

"Se ne va un pezzo di storia. Era visionario e veemente. Devo tanto a Franco Caroni"
"Se ne va un pezzo di storia. Era visionario e veemente. Devo tanto a Franco Caroni"

"Se sono il musicista di ora, molto è dovuto a lui e alla sua tenacia. Molto è dovuto alla scoperta di quella magnifica città che, con le sue contrade che diventavano Jazz Club per una notte, mi ha permesso di conoscere il jazz e il mondo". Abbiamo voluto iniziare i tanti ricordi e omaggi allo scomparso Franco Caroni, dalle parole non certo di circostanza di Paolo Fresu, uno dei più grandi jazzisti al mondo. Che prosegue: "Con Franco se ne va un pezzo di storia italiana ma soprattutto se ne va un amico visionario e veemente, come sempre dovrebbe essere la nostra arte".

Cordoglio anche dalla Regione: "Siena e l’intera Toscana piangono la scomparsa di Franco Caroni – scrive il presidente Eugenio Giani – fondatore di Siena Jazz, musicista e anima della manifestazione. Il mondo della musica toscano, non solo del jazz, è chiamato dunque a salutare, inaspettatamente, uno dei suoi figli più creativi". Arrivano gli interventi sull’improvvisa scomparsa dell’anima dell’Accademia musicale, come quello del Polo Musicale Senese: "Con grande tristezza, l’Accademia Musicale Chigiana e il Conservatorio ’Rinaldo Franci’ si uniscono al mondo della musica, dell’arte, della cultura, dello spettacolo e a tutta la collettività senese nell’esprimere il più profondo cordoglio per l’improvvisa perdita di Franco Caroni. Un uomo che – prosegue il messaggio congiunto – ha contribuito intensamente per tutta la vita ad ampliare il panorama musicale della sua Siena e che allo stesso tempo, nel fare ciò, ha inciso il nome di Siena nella storia internazionale del jazz".

Un ritratto commosso del personaggio viene tracciato da Arci Siena: "Era una persona instancabile, che non si è mai tirata indietro di fronte alle varie sfide che gli venivano proposte, una vita intera dedita al suo progetto, quello di Siena Jazz, legata a lui in maniera indissolubile".

Al Cantiere d’Arte Internazionale di Montepulciano ricordano Caroni come "figura di riferimento e modello per tutte le organizzazioni impegnate nell’approfondimento e nella divulgazione dei differenti linguaggi della musica". Tanti i musicisti che gli rendono omaggio: "Ha dedicato la vita a quella struttura – scrive Francesco Bigoni – che mi onoro di frequentare dall’età di diciassette anni, prima come studente e poi come docente. Che la sua memoria possa infondere nella nostra comunità quella visionarietà e passione che, come amaramente ricorda l’amico Roberto Ottaviano nel suo messaggio di saluto, stanno diventando merce sempre più rara".

Toccante il pensiero di Matteo Addabbo: "Ieri sera non sapevamo se rimandare il nostro concerto… Poi abbiamo deciso di farlo ugualmente nonostante il dolore e il nodo in gola. perché sicuramente tu Franco avresti voluto così!". La rivista di riferimento Musica Jazz scrive: "Franco Caroni aveva un sogno e ha saputo realizzarlo. Non capita a tutti, ovvio, e quando capita non è quasi mai per caso: serve possedere una visione, servono lungimiranza, determinazione, tenacia, perfino ostinazione".

David Taddei, direttore della Fondazione Elsa, che gestisce i teatri della Valdelsa, piange l’amico scomparso: "Un omaggio a Franco Caroni, uomo di altri tempi, che oggi ci lascia. Fondò Siena Jazz e difese la sua creatura nei giorni bui della crisi di Siena impegnando le sue proprietà, dopo il dietro front delle istituzioni. Un generoso e visionario che dal niente ha inventato l’unica università del Jazz d’Italia. Messo alla porta in malo modo, qualche anno fa, da cattivi amministratori senza scrupoli né competenze. Addio grande Franco". Infine le parole di un’ex allieva, Eleonora Moro: "Siena Jazz è il frutto di un uomo caparbio e sognatore di nome Franco Caroni che insieme a tante altre persone è riuscito a rendere punto di ritrovo internazionale del jazz una città come Siena, luogo difficile da raggiungere da ogni parte d’Italia, ma nonostante questo, per merito suo, ci siamo trasferiti a Siena da ogni dove: Sicilia, Trentino, Serbia, Lombardia, Calabria, Germania, Kazakistan, Brasile, Hong Kong". Da ieri la salma di Caroni è esposta all’obitorio delle Scotte: dopo la camera ardente di stamattina nella Tartuca, sarà portato al cimitero della Misericordia.

Massimo Biliorsi