Fermi tutti, parlano gli studenti. Sono stati mesi complessi per tutti gli attori in campo, questi che hanno portato alla tanto agognata riapertura delle scuole di domani. Mesi in cui si è discusso delle misure adottate e da adottare, a più livelli, per far tornare tutti in classe, per ripristinare la didattica in presenza, per garantire il trasporto scolastico, il servizio mensa. E per fare tutto in sicurezza. Tanto è stato fatto, tanto è ancora da fare, da migliorare. Ma domani, al suono della campanella, i protagonisti sono loro, gli studenti, con gli zaini...

Fermi tutti, parlano gli studenti. Sono stati mesi complessi per tutti gli attori in campo, questi che hanno portato alla tanto agognata riapertura delle scuole di domani. Mesi in cui si è discusso delle misure adottate e da adottare, a più livelli, per far tornare tutti in classe, per ripristinare la didattica in presenza, per garantire il trasporto scolastico, il servizio mensa. E per fare tutto in sicurezza. Tanto è stato fatto, tanto è ancora da fare, da migliorare. Ma domani, al suono della campanella, i protagonisti sono loro, gli studenti, con gli zaini pieni di speranze, ma anche di dubbi, come testimoniano le riflessioni dei ragazzi della 5F del liceo scientifico Galileo Galilei. "Non vedo l’ora di ricominciare – dice Niccolò Vitali – anche se le condizioni quest’anno non sono delle migliori e sono un pochino preoccupato". E’ un sentimento che condividono in molti, quello di poter ritornare finalmente a sedersi tra i banchi, anche se distanziati, al fianco dei compagni di classe, anche se stando attenti a non avvicinarsi troppo. "Tanti momenti relazionali che fanno parte della scuola sono stati eliminati. Penso ad esempio alla ricreazione, durante la quale non potremo uscire dall’aula, alle ‘passeggiate‘ nei corridoi con gli studenti di altre classi o alla ressa che si creava al bar – commenta Elisabetta Giorgi –. Ma è giusto così. Penso che le misure adottate siano necessarie e adatte a cercare di evitare i contagi".

Da parte degli studenti c’è quindi piena comprensione di quella che è la situazione che si trovano a vivere e delle misure necessarie a fronteggiare il rischio. E c’è anche la consapevolezza del ruolo attivo che ciascuno di loro ha nel far funzionare bene le cose, un aspetto per nulla scontato. "Io mi sento abbastanza al sicuro – afferma Francesca CiRofi –. Le regole ci sono e secondo me sono ottime. Bisognerà solo abituarsi e ovviamente stare attenti a rispettarle. Se tutti le seguono, non ci saranno complicazioni. Non sarà facile, certo. Ci saranno dei momenti in cui sarà più difficile non fare assembramento e lì sarà importante avere la mascherina. Ognuno dovrà fare la propria parte"

Oltre al recupero degli aspetti sociali dell’andare a scuola, i ragazzi danno molta importanza anche al ritorno alla didattica in presenza, ancora più apprezzata nell’anno della maturità: "ascoltare le spiegazioni in classe è sicuramente meglio, rispetto alla videolezione – dice Violante Brogi –. Preferisco così, soprattutto in vista dell’esame finale. Sento che, a contatto con i professori, posso prepararmi in modo migliore". Ma, a frenare in parte gli entusiasmi, già serpeggia il timore di dover finire l’anno a distanza: "La prospettiva della maturità online mi preoccupa tantissimo – conclude Niccolò –. Spero non si debba arrivare a tanto. Sta a noi alunni comportarci bene. Ce la metteremo tutta".

Nicola Gagliardi