Sconta la condanna per ricettazione. Ma il giudice gli vieta di guidare. E l’uomo perde anche il lavoro

L’avvocato: "Aveva chiesto l’affidamento in prova però hanno ignorato il suo contratto"

Sconta la condanna per ricettazione. Ma il giudice gli vieta di guidare. E l’uomo perde anche il lavoro
Sconta la condanna per ricettazione. Ma il giudice gli vieta di guidare. E l’uomo perde anche il lavoro

Una pena ’doppia’, per così dire, si trova a scontare un uomo che vive in Valdichiana. Perché oltre a quella frutto di una condanna passata in giudicato ben 14 anni dopo i fatti che risalgono al 2009-2010, nonostante avesse il permesso per poter lavorare, gli è stato vietato di guidare la macchina. Morale: non è stato rinnovato il contratto e adesso si trova senza lavoro. A raccontare per lui questa storia è l’avvocato che lo assiste, Fabrizio Corsi del foro di Arezzo. "Il mio assistito lamenta che, avendo da scontare una condanna per reati di ricettazione commessi fra il 2009 e il 2010, nel 2020 aveva chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali e, in subordine, la detenzione domiciliare", spiega l’incipit della vicenda il legale. Poi la doccia fredda il 21 dicembre scorso quando all’uomo venne notificato il rigetto della richiesta e che gli erano stati dati i domiciliari "nonostante che alla data dell’udienza avesse un rapporto di lavoro a tempo determinato nella vicina provincia di Arezzo, fatto presente al tribunale di sorveglianza di Firenze ma da questo – osserva l’avvocato – evidentemente ignorato in quanto non ne è stata fatta menzione nell’ordinanza. Al condannato, nonostante fosse stato permesso di uscire dall’abitazione anche al di fuori degli orari e dei luoghi consentiti per soddisfare le proprie esigenze lavorative, era stato vietato di condurre veicoli a motore. Così, a causa dell’assenza di idonei ed efficaci collegamenti con i mezzi pubblici è stato impossibile andare a lavoro. Il datore, avvertito dell’uomo della situazione, non gli ha rinnovato il contratto alla scadenza". Successivamete "il magistrato di sorveglianza di Siena ha revocato il divieto", aggiunge l’avvocato. Consentendo così all’uomo di spostarsi e fare corsi di formazione ma è sempre senza un’attività.