di Fabrizio Calabrese La città di Poggibonsi è stato il set esclusivo delle riprese, appena concluse, de "La stanza più fredda", il nuovo lavoro del giovane regista poggibonsese Francesco Rossi. Per alcuni giorni, un ciak dietro l’altro nel centro storico e alla Scuola Pubblica di Musica per girare questo cortometraggio tutto "made in Tuscany". Prodotto da Silvia Groppa e dalla fiorentina Filmarea con il contributo di Caffè Toscano, la collaborazione del Comune e Fondazione Elsa....

di Fabrizio Calabrese

La città di Poggibonsi è stato il set esclusivo delle riprese, appena concluse, de "La stanza più fredda", il nuovo lavoro del giovane regista poggibonsese Francesco Rossi. Per alcuni giorni, un ciak dietro l’altro nel centro storico e alla Scuola Pubblica di Musica per girare questo cortometraggio tutto "made in Tuscany". Prodotto da Silvia Groppa e dalla fiorentina Filmarea con il contributo di Caffè Toscano, la collaborazione del Comune e Fondazione Elsa.

Tanti i collegamenti con il capoluogo valdelsano che è la città del regista, ma anche la meta, spesso, del protagonista del corto. Ovvero, Andrea Santonastaso. "Quando Silvia Groppa e Francesco Rossi mi hanno chiamato la prima volta per propormi il personaggio di Attilio ne La stanza più fredda dicendomi ‘Attilio vive e lavora a Poggibonsi’ una voce di dentro mi ha sussurrato: "Poggibonsi, hai capito Andrea, Poggibonsi". La voce mi ha ricordato del legame tra Poggibonsi ed il sottoscritto. Un legame che ha un nome ed un cognome: Novello Novelli. Novello è stato per 10 anni l’impresario di Mario e Pippo Santonastaso. E siccome capita che quei due siano mio Zio e mio Padre io sono cresciuto con Novello, gli ho stretto la mano mille volte da bambino". Ed attraverso Novello ha stretto la sua mano di bambino a quella di Poggibonsi. "Per me e per le mie socie di Filmarea, Silvia Groppa e Caterina Pavanelli – spiega, invece, Francesco Rossi - questo nuovo corto rappresenta una sfida importante in un periodo storico in cui le grandi e ancor di più le piccole produzioni cinematografiche sono state bruscamente arrestate dall’emergenza Covid- 19 e sono molto contento di aver girato il corto nella mia città e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita delle riprese". "La stanza più fredda" è la storia di Attilio, necroforo dell’ospedale cittadino, segretamente innamorato di Lucia, un’infermiera con la quale non trova mai il coraggio di parlare e, poi c’è Carlo il nuovo assistente di Attilio, che lo spingerà a parlare con la ragazza. A fare da sfondo a queste vicende, uno scenario non lontano dall’attuale: una pandemia colpisce il mondo e la piccola realtà in cui vivono i personaggi. Tanti i professionisti coinvolti. Oltre a Santonastaso, Leonardo Fiaschi, Eleonora Cappelletti e Daniela Morozzi. Direttore della fotografia, Mark Melville. Le musiche inedite di Alessandro Faro. Supervisione artistica di Valerio Groppa.