La marcia nel Chianti contro i pesticidi
La marcia nel Chianti contro i pesticidi

Radda in Chianti, 14 aprile 2019 - Quattrocento persone oggi pomeriggio,nonostante la pioggia, hanno manifestato nel Chianti contro i pesticidi. E' stata una marcia di 9 chilometri partita alle 14.30 da Radda e arrivata a Gaiole lungo strade asfaltate e sterrate che ha toccato le località di La Villa, Vistarenni, San Donato in Perano e Vertine. Un corteo colorato che per quattro ore ha camminato per dire "no" all'impiego dei veleni in agricoltura, sostanze chimiche nocive che finiscono nei cibi che mangiamo, minacciando la nostra salute, e che inquinano l'ambiente danneggiando l'ecosistema.

La manifestazione si è inserita nella giornata nazionale organizzata dal Wwf in oltre 30 città italiane per chiedere al Governo e alle regioni un piano di azione nazionale sui pesticidi che garantisca la tutela della salute dei cittadini e degli agricoltori, salvaguardi la biodiversità e promuova l'agricoltura biologica. All'evento che si è tenuto oggi nel Senese hanno dato il patrocinio i Comuni di Radda e Gaiole e hanno aderito molte associazioni, fra le quali Legambiente, Slow food, i ragazzi di Fridays for future (il movimento internazionale avviato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg che venerdì prossimo guiderà una manifestazione a Roma), il Biodistretto del Chianti (50 aziende agricole produttrici di vino Chianti), il Biodistretto di San Gimignano, il Cai (Club alpino italiano), l'Aiab (Associazione italiana agricoltori biologici), i medici dell'International society of doctors for environment, i Comitati difensori della Toscana, la Fiab (Federazione amanti della bicicletta), Officina solidale, Salingolpe, Tiravento, Animaterra, il Circolo per la decrescita felice del Chianti, la Comune di Bagnaia, il Gruppo di acquisto solidale "Melograno" e il gruppo musicale Bandao.

"Basta veleni", "Stop al glifosate", "Per un'agricoltura che rispetti la natura" sono alcuni degli slogan e degli striscioni del corteo.

"Il 37% del territorio del Chianti Classico - dice Roberto Stucchi Prinetti, presidente del Biodistratto del Chianti che ha partecipato alla marcia contro i pesticidi - ha la certificazione biologica. Prima si trattava di piccole aziende. Ora ci sono anche le grandi. E la conversione al biologico è in forte espansione. Il vino biologico è molto apprezzato soprattutto dai compratori stranieri ma anche in Italia è sempre più richiesto. Coltivare senza veleni non solo tutela l'ambiente, la salute nostra e degli altri esseri viventi ma all'agricoltore costa anche meno. E non è vero che le rese sono inferiori".