Scangeo su Tottugoddu
Scangeo su Tottugoddu

Siena, 19 agosto 2019 - Felice. Un aggettivo che ripete più volte. Descrive lo stato d’animo di Stefano Piras, che ha debuttato al Palio nell’Aquila con il nome di Scangeo. Buona l’impressione lasciata da questo esordiente non più ragazzino, visto che ha 33 anni. Per lui si prefigura un inverno di contatti con le dirigenze e non dietro le quinte, anche se di duro lavoro. A partire da ieri visto che era a Piancastagnaio con Umatilla, cavalla della scuderia Atzeni che correva il palio.

Com’è stato il debutto?

«Emozionante ma ero tranquillo perché con i ragazzi dell’Aquila e con la dirigenza mi sono trovato benissimo. Sono molto, molto felice».

Un po’ di brividi alla mossa?

«Ero sereno. Sentivo l’affiatamento con il cavallo con cui pensavo di poter fare una bella partenza. Ne ero certo».

Il canape però ha rischiato di fare il laccio a Tottugoddu.

«Mi sono accorto che è rimasto in mezzo alle gambe però è andata bene».

Cosa ha pensato Scangeo quando ha visto la Pantera di rincorsa?

«‘Qui si fa notte, si corre il giorno dopo’. Credevo che durasse ancora più a lungo».

Sei riuscito a sfilare via.

«Sì, anche se potevo fare meglio il primo San Martino, riguardando il filmato della corsa. Cercherò di trarre insegnamento da ogni cosa».

Tottugoddu diventerà un cavallo da Piazza interessante?

«Penso proprio di sì. E’ calmo, ha un grande cervello. Fisico potente ma sereno nel comportamento. Proprio bello».

E Piras diventerà un bravo fantino da Palio?

«Continuo ad allenarmi duro, a lavorare. Pensando a dove posso migliorare. Vediamo».

Il rientro in Contrada?

«Volevano vincere, io gli avevo promesso che avrei fatto di tutto. Ci ho messo il cuore, quello sì, anche se non è bastato».

Chiamate da altre dirigenze?

«Ho trovato nel telefono tanti numeri ma dove sono a Piancastagnaio non prende».

La tua famiglia cosa ha detto?

<Felicissimi. In paese hanno fatto tutti per me. Mi hanno mandato una foto dove sono seduti al bar davanti alla televisione a vedere il Palio».