PINO
Cronaca

Lettera a mio figlio che va a votare

L’Europa è la tua Patria, lì studierai e troverai lavoro. Non permettere che restringano i tuoi orizzonti

Lettera a mio figlio che va a votare

Lettera a mio figlio che va a votare

Pino

Di Blasio

Se pensi che il voto sia solo una croce fatta con una vecchia matita su un foglio colorato, ti sbagli di grosso. Il voto è una manifestazione di volontà, un segno di potere. E il potere non è altro che la capacità di cambiare le cose, anche per gli altri. Tu, le tue amiche e i tuoi amici, voterete per la prima volta e lo farete per scegliere chi governerà la vostra patria.

Sì, l’Europa è la patria di voi giovani ventenni. Se è vero che patria è il luogo degli affetti, il posto dove studi, vivi e lavori, allora la patria di tuo nonno è la Toscana, dove vive, ha studiato e lavorato e dove ci sono tutti i suoi affetti. La patria di tuo padre, mia e di tutti i genitori delle tue amiche e dei tuoi amici, è l’Italia perché hanno studiato e lavorato in posti diversi.

I tuoi, i vostri confini sono molto più larghi dei nostri. Tu e i tuoi amici studierete da qualche parte in Europa, anche se sarà Siena. Perché andrete per mesi, per anni, in altri atenei, farete corsi ed esami in inglese, farete scambi studenteschi, summer schools e laboratori. E dopo gli anni di studio, lavorerete in qualche parte del mondo, qualsiasi cosa andiate a fare. Siete abituati a viaggiare con la sola carta d’identità. La Brexit vi ha un po’ allontanati da un vostro campo di gioco. Non vi ha scacciati, ha solo reso più complicato e costoso studiare e lavorare in Gran Bretagna.

Forse in pochissimi vi hanno spiegato per che cosa si voterà sabato e domenica. Concentriamoci sul Parlamento Europeo. Per la decima volta nella storia, la prima fu nel 1979, tutti gli italiani voteranno per eleggere 76 eurodeputati sui 720 che compongono il Parlamento di Bruxelles e Strasburgo. Toccherà a loro eleggere il nuovo presidente della Commissione, che dovrà formare poi il nuovo governo dell’Europa. Saranno loro a promulgare le nuove leggi europee, a votare i bilanci, a decidere tante cose. Ed è stato il Parlamento Europeo a emanare, a marzo, la direttiva sulle case green, quella che prevede come dovrà essere costruita la tua casa e quella degli altri.

Quindi chi deciderete di mandare all’europarlamento con il tuo voto e quello dei tuoi coetanei avrà un bel po’ potere in mano. A me dispiace che in questa campagna elettorale vi abbiano parlato poco, a scuola, nei giornali (che non leggete) e sulle tv (che non guardate), delle prospettive e dei rischi che si trova di fronte la vecchia Europa. Me lo hai detto anche tu che il 2024 è l’anno che avrà più elezioni sul pianeta, circa 4 miliardi di persone sono già andate o andranno a votare per il loro futuro nazionale o comunitario. Mezzo mondo alle urne, tra cui otto dei dieci Paesi più popolosi: Russia, Pakistan, India, Indonesia, Bangladesh hanno già votato, il Messico vota oggi, l’Unione Europea, con 360 milioni di elettori in 27 Paesi, voterà la prossima settimana, Brasile e Stati Uniti a ottobre e novembre.

In questa campagna elettorale vi trattano da bambini. Usano slogan e formule da prima elementare, + Europa o - Europa, x l’Europa o divisi in Europa. Più che programmi, sembrano tabelline. E sono un’offesa per te e i tuoi compagni di scuola, costretti a risolvere integrali, derivati, funzioni ed equazioni di secondo e terzo grado. Quindi io non ti dico chi devi votare. Non mi ascolteresti, per fortuna. Perché, per crescere, un figlio deve fare cose diverse dal padre. E lo stesso farebbero le tue amiche e i tuoi amici.

No, io vi dico per chi non votare. Non votate per chi vuole ridurre l’Europa, un’Unione che dal 1957 a oggi è diventata una patria per milioni di persone, a un condominio rissoso, in cui c’è chi non vuole pagare la pulizia delle scale e la manutenzione del tetto, e vorrebbe decidere l’orario di accensione del riscaldamento. In diversi vi parlano di beghe nazionali, vi sparano sciocchezze nostalgiche che non significano nulla, non sapendo per cosa si vota sabato e domenica. Non votate per chi vuole restringere il vostro nuovo mondo, avvicinare l’orizzonte a dietro l’angolo, chiudere confini e complicarvi ancora di più il futuro, come hanno fatto in Gran Bretagna. Il sogno dell’Europa è stato realizzato anche da tanti italiani.

Ve ne cito uno, Altiero Spinelli. Era il padre degli Stati Uniti d’Europa, scrisse il Manifesto di Ventotene, nel 1984 da eurodeputato, riuscì a far approvare dal Parlamento la sua riforma dei trattati. Che poi il Consiglio Europeo, i governi degli Stati membri, bocciò nel 1986. E lui pronunciò il celebre discorso de ’Il vecchio e il mare’. Qualche anno dopo, ma Spinelli era già morto, nacque l’Unione Europea.