di Laura Valdesi SIENA Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, recita un detto. Che sembra fatto apposta anche per parlare di sicurezza: guardando i reati commessi più di frequente in provincia di Siena si capisce infatti il dna del territorio. Ancora ricco e sano, nonostante la crisi per la pandemia. Esente da fenomeni malavitosi di grande impatto sociale. Dove esiste un accentuato senso civico che spinge a denunciare anche la minima intrusione, che avvenga in un negozio oppure dentro l’abitazione. Che frutti un bottino o che si risolva con un nulla di fatto. Questo fotografa l’indice della criminalità della...

di Laura Valdesi

SIENA

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, recita un detto. Che sembra fatto apposta anche per parlare di sicurezza: guardando i reati commessi più di frequente in provincia di Siena si capisce infatti il dna del territorio. Ancora ricco e sano, nonostante la crisi per la pandemia. Esente da fenomeni malavitosi di grande impatto sociale. Dove esiste un accentuato senso civico che spinge a denunciare anche la minima intrusione, che avvenga in un negozio oppure dentro l’abitazione. Che frutti un bottino o che si risolva con un nulla di fatto. Questo fotografa l’indice della criminalità della provincia di Siena pubblicato dal Sole24Oreche ci pone al 94° gradino della graduatoria. Quasi fanalino di coda, dunque, con 5749 delitti commessi e soprattutto denunciati. In calo di oltre il 20% nel 2020 rispetto all’anno precedente – pandemia e lockdown hanno bloccato anche i malviventi –, sebbene già nei primi sei mesi del 2021 soffi un vento diverso. E il dato faccia registrare un +11,2%.

I dati fotografano i delitti emersi in seguito alla segnalazione delle forze dell’ordine: polizia, Arma, Finanza, Forestale, Penitenziaria, Dia, Municipale, polizia provinciale e guardia costiera. Per elaborare le classifiche provinciali il numero delle segnalazioni rilevate è stato rapportato alla popolazione residente nel 2020. Lo ’scatto’, che riguarda oltre al dato complessivo anche 37 differenti tipologie di reato, racconta di una provincia dove non ci sono state rapine in banca e alla posta, in cui sono assenti denunce per contrabbando e per usura, nonostante ci siano alcune inchieste in corso a quest’ultimo riguardo. Niente associazione per delinquere, tantomeno di stampo mafioso. Rassicurante. Guardando però la graduatoria delle truffe e delle frodi informatiche la nostra provincia entra nella top ten. Al nono posto, per l’esattezza. Con 1445 denunce. Prima in Toscana se è vero che bisogna scendere al 42°posto per trovare Firenze. Rilevante anche il fenomeno dei delitti informatici in quanto Siena sale sul 25° gradino con 97 denunce.

Dai problemi del web e della rete a quelli che toccano in maniera più intima le famiglie. I furti, naturalmente. Non va male, la provincia è 82esima con 1559 denunce. Un gradino ancora sotto per gli scippi (solo 12 segnalazioni alle forze dell’ordine), trenta più in alto, dunque al 53° posto, per i furti di motocicli: 14 denunce. Risultano 33 quelle di auto (99° posto) mentre sfiorano quota cento per i colpi negli esercizi commerciali (88°). Consistente il numero di furti con destrezza, vedi quegli ’abbracci fatali’ dopo i quali ti accorgi che è sparita la collana. O magari il portafoglio dalla borsa: 116 denunce (58°). Ma i ladri in casa? Un dato importante che fa attestare la provincia di Siena sul 48esimo gradino della relativa classifica italiana. Molto alto se solo si guarda Reggio Calabria (101°) e Napoli (97°). Altri contesti. Soprattutto il Senese è un territorio dove non si lascia correre se qualcuno ha forzato una porta o una finestra. Se in casa c’è chi ha rovistato dei cassetti, se sono entrati in un garage: si chiama il 112.