Il senatore e coordinatore di Forza Italia Massimo Mallegni tra Tommaso Marrocchesi Marzi e il sindaco Luigi De Mossi
Il senatore e coordinatore di Forza Italia Massimo Mallegni tra Tommaso Marrocchesi Marzi e il sindaco Luigi De Mossi
di Simona Sassetti "Quello che sta accadendo sulla trattativa per il Monte dei Paschi è una roba che poteva accadere solo in Venezuela. E’ invece sta succedendo qui a Siena". Massimo Mallegni, senatore e coordinatore toscano di Forza Italia, quando parla della banca senese alza i toni, usa parole forti, è inviperito. "I senesi che voteranno Letta sono dei pazzi, se non lo capiscono si meritano tutto il peggio che potrà venire qui. Come fanno a non vergognarsi? Letta non conosce i problemi di Siena, è stato messo lì per mettere il sigillo politico a una partita che, se continuasse, farebbe emergere ancora di più le colpe e i guai del suo partito". E tanto per chiosare il paragone con il Venezuela, "quel valzer tra Padoan, ex ministro dell’Economia che salva il Monte con i soldi pubblici, viene eletto...

di Simona Sassetti

"Quello che sta accadendo sulla trattativa per il Monte dei Paschi è una roba che poteva accadere solo in Venezuela. E’ invece sta succedendo qui a Siena". Massimo Mallegni, senatore e coordinatore toscano di Forza Italia, quando parla della banca senese alza i toni, usa parole forti, è inviperito. "I senesi che voteranno Letta sono dei pazzi, se non lo capiscono si meritano tutto il peggio che potrà venire qui. Come fanno a non vergognarsi? Letta non conosce i problemi di Siena, è stato messo lì per mettere il sigillo politico a una partita che, se continuasse, farebbe emergere ancora di più le colpe e i guai del suo partito".

E tanto per chiosare il paragone con il Venezuela, "quel valzer tra Padoan, ex ministro dell’Economia che salva il Monte con i soldi pubblici, viene eletto parlamentare a Siena, poi diventa presidente di UniCredit, che vuole comprare il Monte con altri soldi pubblici. avallato dal segretario del Pd che si candida al suo posto in Parlamento, Mallegni avverte: "Il primo che mi viene a parlare di conflitto di interessi su Berlusconi gli do un calcio nel sedere". Niente turismo e cultura nell’iniziativa elettorale di Forza Italia in piazza del Campo: solo Monte anche per il candidato alle suppletive Tommaso Marrocchesi Marzi, per il sindaco Luigi De Mossi, Lorenzo Lorè e Massimo Castellani. Marrocchesi Marzi ha subito rivendicato un primato. "Sarò l’unico tra i sette candidati del collegio - ha detto - che potrà votare per se stesso, visto che sono il solo residente in questo territorio. E per questo più attento degli altri alla banca, al suo marchio e al tempo che resta. "Perchè servirà tempo per capire l’impatto sociale che avrà questa operazione – afferma il candidato del centrodestra-. Si è parlato di macelleria messicana su Siena. A me non piace come termine, però in maniera metaforica fa capire quello che potrebbe accadere nel nostro territorio".

Ma è Mallegni ancora a lanciare missili. "L’opposizione anni fa non ha fatto quello che doveva fare; io avrei colpito a cannonate chi aveva fatto certe scelte – afferma il senatore azzurro - . Adesso però serve svegliarsi di fronte a un ex ministro ed ex deputato che è andato a fare il presidente della banca che si comprerà Mps. Un giustizia giusta dovrebbe aprire un fascicolo penale nei confronti di queste azioni".

Accanto c’è un sindaco Luigi De Mossi divertito, non dalla vicenda che "ha aspetti tragici", usando le sue parole, quanto dall’intervento di Mallegni. "Un intervento vero" afferma De Mossi che richiama la città alle armi, o meglio alla salvaguardia della dignità. "In questo momento si sta giocando una partita su una tradizione, su un passato ricco di sacrifici - dice il sindaco -. Il Monte è stato fatto grande da una comunità intera. Per questo se ci saranno manifestazioni o scioperi è necessario che tutti i cittadini si facciano sentire per difendere la nostra banca che rappresenta una parte significativa della storia della città".

C’è poi la questione del marchio. All’ad di UniCredit, Andrea Orcel, non interesserebbe avere il marchio della banca più antica del mondo, che secondo Brands Finance ha un valore reputazionale di poco meno di 500 milioni. "Invece quel marchio – afferma De Mossi – è la nostra dignità. In queste elezioni noi abbiamo un antagonista che non possiamo sottovalutare. Non è facile combattere con il segretario del Pd, ma bisognerebbe ricordarsi chi ha provocato tutti questi danni al Monte. L’unica alternativa seria si chiama Tommaso Marrocchesi Marzi". De Mossi si commuove mentre lo dice.

Mallegni conclude annunciando per la prossima settimana un vertice on line con Tajani, i tre ministri di Forza Italia, i parlamentari delle commissioni Economia e Finanze, i consiglieri comunali senesi e i coordinatori del partito per prendere una posizione unitaria su Mps. "Ci riuniremo per fare un documento che presenteremo a Draghi - afferma Mallegni - . In più ho chiesto al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta di venire a Siena il 24 settembre proprio per parlare di MPS".