Anche i tassisti senesi sul piede di guerra contro il Decreto concorrenza. "Ci sentiamo traditi dal Governo - afferma Nicola Borghi, presidente Cotas che, insieme a una ventina di tassisti, ieri mattina ha manifestato di fronte alla Prefettura -. Le nuove regole andranno a deregolamentare ulteriormente il settore a favore di multinazionali". Per questo tutta la categoria ha deciso di scendere in strada per poi dirigersi con un serpentone di auto bianche in Piazza del Campo. "La...

Anche i tassisti senesi sul piede di guerra contro il Decreto concorrenza. "Ci sentiamo traditi dal Governo - afferma Nicola Borghi, presidente Cotas che, insieme a una ventina di tassisti, ieri mattina ha manifestato di fronte alla Prefettura -. Le nuove regole andranno a deregolamentare ulteriormente il settore a favore di multinazionali". Per questo tutta la categoria ha deciso di scendere in strada per poi dirigersi con un serpentone di auto bianche in Piazza del Campo. "La manifestazione è solo un antipasto – spiega Borghi –. Vogliamo delle risposte. Se non arriveranno dovremo manifestare con più durezza. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa". La protesta a livello nazionale e locale è stata decisa in una riunione in videoconferenza, alla quale hanno partecipato 23 sigle sindacali.

"Chiediamo al Governo e alle Camere di colpire speculazione e abusivismo, stralciando l’articolo 8 del DDL concorrenza e approvando al più presto lo specifico DPCM di regolamentazione delle app", fanno sapere le organizzazioni. Tra gli oltre trenta articoli che compongono il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri a far arrabbiare è una delega al Governo ad approvare entro sei mesi un decreto per "adeguare l’offerta di servizi alle nuove forme di mobilità esistenti che utilizzano app e piattaforme tecnologiche" per connettere passeggeri e conducenti, "riducendo gli adempimenti amministrativi" a carico degli esercenti.

L’obiettivo è promuovere la concorrenza nel conferimento delle licenze e tutelare i consumatori, ma per i tassisti è solo un modo per favorire le multinazionali. "Il provvedimento uccide il nostro lavoro - afferma Borghi – Questa proposta ci vedrebbe scomparire definitivamente come categoria. Se si pensa anche solo alla città, con una liberalizzazione così, i senesi si ritroveranno tutto l’anno a fare i conti con molte licenze in più che circolano nel centro storico. Non sarà solo un problema nostro, ma di tutti". Problema che potrebbe colpire duramente una categoria che è già stata colpita dalla pandemia. "Basti pensare – spiega Borghi - solo al fatto che possiamo portare solo poche persone all’interno dei nostri taxi. E’ una valutazione sbagliatissima quella del decreto se consideriamo che siamo noi quelli che andiamo a prendere i ragazzi in discoteca dove stanno in centinaia senza mascherina, tutti ammassati. Però loro dopo non possono salire in due in taxi. Lo trovo alquanto stupido".

Simona Sassetti