Il semaforo dell’Enac. La società ha in mano l’aeroporto di Siena ma non fa nulla da anni

I due enti sul trasporto aereo sempre più inutili dopo l’Agenzia europea. Dopo la revoca a Sky Services, la gestione di Ampugnano è diretta. Palazzo Pubblico tace, Sovicille vuole che lo scalo diventi centro sportivo.

Tra i troppi enti inutili in Italia, che sopravvivono a 40 anni di tentativi di eliminazione dei Governi, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile meriterebbe di essere tra i primi dieci. Da quando c’è l’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza aerea, avere in Italia addirittura due enti, Enac e Enav, che dovrebbero regolare e sorvegliare il trasporto aereo e l’assistenza al volo, è oltreche superfluo, dannoso. Lo dimostra la triste storia dell’aeroporto di Ampugnano, simbolo di uffici, dirigenti e controllori che darebbero materiale per i capolavori di Gogol e Kafka. Come prima lo hanno dimostrato le odissee progettuali, economiche e politiche, della pista parallela per l’aeroporto fiorentino di Peretola. Ma siccome a Firenze ci sono volumi e cd rom , su progetti avveniristici rimasti solo rendering (dalla loggia di Isozaki a Castello, dallo stadio Franchi alla stazione Foster), meglio concentrarsi sulle vicende senesi.

Da quando il direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta, ha revocato la concessione ventennale alla Sky Services di Clemente De Rosa, dopo un balletto di gare, contratti e affidamenti dal 2015 al 31 dicembre 2020, non c’è stato nessun atto concreto da parte dell’Ente. E nemmeno dichiarazioni ufficiali, a parte quelle rilasciate a La Nazione il 7 maggio 2020: "Enac ha preso atto della sentenza del Tar - così recitava la nota dopo la bocciatura di Sky Services - e sta elaborando varie ipotesi. L’aeroporto di Siena rappresenta un bene con ampi margini di sviluppo nei limiti delle sue prerogative infrastrutturali e normative. E’ un aeroporto per l’aviazione generale molto appetibile data la sua collocazione geografica. L‘Enac sta lavorando in modo da chiudere i contenziosi in essere per riprendere la gestione diretta dello scalo".

La gestione da tre anni è nelle mani di Enac Servizi, una società in house. Stando alle frasi smozzicate del direttore Enac Toscana, Renato Manna, la società nn sarebbe ancora subentrata al 100% nella gestione dell’aeroporto. "Non posso parlare, devo essere autorizzato da Roma" dice Manna, che ieri era a Ampugnano, non si sa a far cosa. Le solite vocine assicurano che "una risposta a Carlo Panerai e al progetto di Delta Aerotaxi sull’aeroporto di Siena sarà data senz’altro". Ma sono parole, come quelle del 2020.

Come a Firenze, dove i politici e il partito di maggioranza sono divisi su tutto e capaci di nulla, da queste parti il Comune di Siena non parla di Ampugnano, perché teme di scottarsi dopo tutte le polemiche sul progetto Galaxy degli anni della Siena da bere. Il sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti, invece parla eccome. "Noi insistiamo nel chiedere che la Regione rilevi l’aeroporto dal Demanio per decidere con gli enti locali cosa fare di Ampugnano, senza vincoli aeroportuali. Oltre ai progetti di produzione di energia alternativa, campi di pannelli fotovoltaici, vorremmo dar corpo all’idea del centro sportivo di livello nazionale per l’atletica. Chiederemo impegni alla federazione nazionale atletica leggera, l’investimento darebbe una svolta al territorio".

Il sindaco Gugliotti è rimasto folgorato dalla maratona per le qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo 2021, che a Ampugnano fu coronato da tanto pubblico. Il suo sogno è destinato a restare tale, Ampugnano è un aeroporto ostaggio dell’inanità di Enac e delle pressioni delle altre società aeroportuali, che vorrebbero farne uno scalo di emergenza, nei casi di inagibilità di Peretola. Ma resta la domanda cruciale: perché Enac non esamina il progetto di Delta che è pronta a investire 17 milioni sull’aeroporto?