Un ripensamento parziale, un dietrofront che mette una toppa sul rischio di sgarbo istituzionale. Ma non ricuce i rapporti tra Comune e Università per Stranieri, tra sindaco De Mossi e rettori Pietro Cataldi e Tomaso Montanari. Che oggi inizierà il suo mandato di sei anni alla guida dell’ateneo davanti a una sedia lasciata vuota in prima fila, quella del sindaco appunto. Lo strappo totale però è...

Un ripensamento parziale, un dietrofront che mette una toppa sul rischio di sgarbo istituzionale. Ma non ricuce i rapporti tra Comune e Università per Stranieri, tra sindaco De Mossi e rettori Pietro Cataldi e Tomaso Montanari. Che oggi inizierà il suo mandato di sei anni alla guida dell’ateneo davanti a una sedia lasciata vuota in prima fila, quella del sindaco appunto.

Lo strappo totale però è scongiurato. Dopo una discussione in giunta ieri pomeriggio, il sindaco ha inviato una comunicazione al rettore (per altre 24 ore) Pietro Cataldi. Nella quale annuncia che il Gonfalone di Siena ci sarà alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per Stranieri. Per le chiarine ci sarebbero problemi tecnici, il sindaco ha confermato invece la sua assenza. Aggiungendo anche spiegazioni per la minaccia di una rottura istituzionale, quella contenuta nella prima comunicazione.

De Mossi avrebbe ricordato al professor Cataldi la sua promessa di organizzare un’iniziativa sulle foibe e l’esodo degli istriano-dalmati, una mostra o un convegno che fossero una sorta di ’riparazione’ per le frasi improvvide scritte e pronunciate dal neo rettore Tomaso Montanari. In nome del rispetto e della sintonia che c’è sempre stata tra sindaco e Cataldi, il primo cittadino non ha gradito la mancata organizzazione di eventi per correggere il tiro. Nella lettera ha confermato la sua assenza alla cerimonia di oggi, ma l’invio del Gonfalone di Siena, come obbliga la grammatica istituzionale".

"Sono molto contento della presenza del simbolo della città, e spero che anche il sindaco venga alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico - replica il rettore Cataldi -. Per quanto riguarda il resto, ci sarà tempo per i commenti". "Lo sgarbo lo fa Montanari per modi e strumentalità" ha scrittosu Facebook l’assessore all’istruzione e sport Paolo Benini, postando i titoli de La Nazione. "Montanari è il primo che delegittima il suo ruolo non per l’idea in se ma per la violenza con cui la esprime".