ORLANDO PACCHIANI
Cronaca

Graduation day, festa per 800. Lo spirito olimpico in Piazza: "Siate più forti delle difficoltà"

L’invito del rettore Di Pietra ai neo laureati. Rosolino: "Imparate dagli errori". Pianigiani: "Uscite dalla confort zone". Il sindaco Fabio: "Restate curiosi". Galgani: "Studiare qui un privilegio".

Graduation day, festa per 800. Lo spirito olimpico in Piazza: "Siate più forti delle difficoltà"

Graduation day, festa per 800. Lo spirito olimpico in Piazza: "Siate più forti delle difficoltà"

"C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce". Il rettore dell’Università degli Studi Roberto Di Pietra usa le parole di un gigante come Leonard Cohen quasi alla fine del suo intervento, al Graduation day in piazza del Campo. Uno sprone a non perdere mai di vista i propri obiettivi, anche nei momenti più bui, quasi sulla falsariga di quanto poco prima aveva detto Massimo Rosolino, campione olimpico e mondiale di nuoto: "All’inizio di ogni vittoria ci sono gli errori. Bisogna provare e riprovare senza accontentarsi mai: siate modesti quando potreste tirarvela, non abbattetevi nelle giornate difficili".

Perché il valore simbolico di una cerimonia sì mutuata da altri modelli, ma intimamente legata al percorso universitario nella nostra città, è quella del trapasso tra periodo degli studi e prospettive lavorative.

"Usciamo dalla nostra zona di confort, anche quando crediamo di sapere tutto, ascoltiamo le storie degli altri, è un esercizio che ci rende persone e professionisti più consapevoli", ha sottolineato Gaia Pianigiani, corrispondente del New York Times dall’Italia, che 19 anni fa uscì dall’ateneo come germanista, per poi virare sulla passione che è diventata la sua professione.

Ad ascoltare, ottocento studenti con le loro famiglie, le autorità della città. Con il sindaco Nicoletta Fabio che ha aperto "con piacere e orgoglio" la cerimonia. "Oggi festeggiate il raggiungimento di una tappa decisiva – ha detto –, non la fine di un percorso ma l’inizio di un nuovo viaggio che spero sia all’altezza delle vostre aspirazioni. Studiare qui significa vivere questa città, essere partecipi di una comunità che da sempre può rivendicare una componente identitaria profonda, ma che ha anche una naturale vocazione all’accoglienza". E poi l’invito: "Rimanete curiosi".

Chiara Galgani, vice presidente dell’associazione Alumni che riunisce gli ex studenti dell’Università, ha sottolineato le quattro S di questa esperienza: "Studiare in questa città è un privilegio; solidarietà da tante persone nel percorso di studi; sacrificio personale e delle proprie comodità; sogno cui aggrapparsi e che metterà alla prova la vostra determinazione per riuscire a realizzarlo".

Un momento di festa, come aveva ricordato il rettore prima della cerimonia, "per cui abbiamo voluto innovare la tradizione, invitando un atleta che sa cos’è lo spirito olimpico, una cosa che ha a che fare con quello che i ragazzi si troveranno ad affrontare nella vita – ha detto il rettore Di Pietra –. A loro diciamo che non bisogna avere paura delle difficoltà, ma impegnarsi per superarle".

Poi il suo invito finale prima del lancio del tocco, una metafora dell’impegno che i neolaureati si trovano ora a mettere nelle sfide di tutti i giorni: "Al mio tre lanciate e cercate di toccare il cielo". Con la certezza che da qualche parte, anche per chi vede davanti a sé più difficoltà, si può trovare quella crepa da cui comunque prima o poi entra la luce.