
Genitori accusati di maltrattamenti: il caso alla Corte Costituzionale
Oltre tre ore di camera di consiglio, poi il collegio presieduto da Simone Spina alle 13,15 è uscito dall’aula riservando un colpo di scena sul caso di due genitori accusati di maltrattamento nei confronti dei figli. Niente sentenza, infatti, la vicenda andrà all’attenzione della corte costituzionale. Il pm Elisa Vieri aveva chiesto per entrambi la condanna a tre anni ritenendo provato il reato. L’avvocato Daniela Del Lungo, che rappresentava il curatore speciale, non aveva depositato le conclusioni. Ritirando così di fatto la costituzione di parte civile perché c’è stata una ricomposizione nel frattempo del quadro familiare. Il processo – e la vicenda giudiziaria nel suo complesso – hanno avuto un ruolo di rappacificazione, per così dire, fra genitori e figli. In aula c’era solo il padre, accanto all’avvocato Vincenzo Bonomei, quando dopo un’attesa che lasciava preludere sorprese, il collegio Spina ha dichiarato sospeso il giudizio. Leggendo la decisione che sarà appunto trasmessa alla corte costituzionale. Il dilemma del collegio, sembra di capire, è che l’eventuale condanna per maltrattamento comporta automaticamente la pena accessoria della sospensione della responsabilità genitoriale. Questo vorrebbe dire che i figli – non solo la ragazzina che all’età di 16 anni (ora è maggiorenne) aveva segnalato i comportamenti dei genitori alle forze dell’ordine – ma anche i suoi fratelli si troverebbero senza un riferimento familiare, essendo entrambi i genitori sotto processo. Bisogna probabilmente capire se è possibile condannarli per maltrattamenti senza erogare la pena accessoria ritenendo preminente l’interesse dei minorenni. Non è da escludere che la ’soluzione’ arrivi non prima di un anno.
La.Valde.