Due ore e venti per arrivare a Roma: "Confindustria lancia la campagna per i treni diretti con la Capitale"

Il presidente Landi: "La richiesta arriva dalle aziende, servirà alla città metropolitana e alle università. Ci vogliono anni per la stazione dell’Alta Velocità. Il piano di rilancio Tls è pronto, deve essere asseverato". .

Due ore e venti per arrivare a Roma: "Confindustria lancia la campagna per i treni diretti con la Capitale"

Due ore e venti per arrivare a Roma: "Confindustria lancia la campagna per i treni diretti con la Capitale"

di Pino di Blasio

"Diversi industriali, compresi amministratori delegati di grandi gruppi, hanno sollecitato Confindustria a lanciare la proposta per ridurre un gap infrastrutturale e un isolamento ferroviario che dura da un secolo e mezzo. La nostra idea è chiedere a Ferrovie di prevedere due coppie di treni Siena-Roma, due all’andata e due al ritorno. La prima partenza al mattino presto e ritorno nel primo pomeriggio, la seconda nel tardo pomeriggio e ritorno a tarda serata".

Fabrizio Landi, in veste di presidente della delegazione senese di Confindustria, anticipa così il senso dell’incontro pubblico, convocato mercoledì 27 marzo nella sede di Confindustria, dal titolo ’Siena-Roma Una linea diretta con la Capitale’. Nel panel dei relatori, assieme a Landi, ci sono Ennio De Gregorio, ad Gsk Vaccines, l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, Stefano Baccelli, il rettore dell’Università Roberto Di Pietra, il presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi, il presidente della Fondazione Mps, Carlo Rossi e il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli. Un tavolo di alto livello per una proposta che non sembra così ambiziosa, almeno sulla carta.

Siena si accontenterebbe di due coppie di treni diretti per Roma?

"Non credo che accontentarsi - è la replica del presidente Landi - sia il verbo giusto. L’idea è che quei due treni non dovrebbero avere fermate tra Siena e Chiusi, impiegando così 2 ore e 20 per arrivare e tornare da Roma".

Non le sembra un bel salto indietro rispetto alla stazione Alta Velocità a Creti-Farneta?

"Sulla stazione MedioEtruria siamo fermi alla discussione su dove farla. Una volta scelta la sede definitiva, poi passeranno anni per vederla realizzata. Se ci fosse il supporto politico, la nostra idea potrebbe essere concretizzata rapidamente".

Che tipo di supporto politico chiede?

"Servirebbe un finanziamento dalla Regione, anche per questo tra gli invitati c’è l’assessore toscano alle infrastrutture Baccelli. Risorse in grado di convincere Ferrovie a prevedere le due coppie di treni, considerando che un’altra fermata tra Chiusi e Roma potrebbe attirare utenti di altre province".

Trent’anni fa si poteva partire da Siena alle 6,50 e arrivare a Roma alle 9,20, con un treno preso soprattutto dai parlamentari. Poi l’hanno tolto per mancanza di utenti...

"Chi va spesso a Roma sa bene che impiegarci 2 ore e 20 minuti in treno sarebbe una panacea concreta. La proposta originale è di Stefano Scaramelli, che nonostante le ripetute pressioni non è mai riuscito a raggiungere l’obiettivo. La novità dell’incontro pubblico sta proprio nel fatto che tutti i soggetti interessati remano tutti nella stessa direzione".

Convinto che ci sarà bacino di traffico sufficiente? La Valdelsa continuerà ad andare a Firenze per l’alta velocità.

"Io guardo a tutto il bacino della città metropolitana, che conta più di 100mila abitanti. Ci sono anche ventimila studenti fuori sede che soffrono di un cronico isolamento infrastrutturale e di collegamenti veloci. So bene che, rispetto all’alta velocità, l’obiettivo dei due treni diretti per Roma rappresenta una soluzione al ribasso. Ma intanto cerchiamo di averli, perché risolverebbero molti problemi".

Piuttosto che niente meglio piuttosto, è la filosofia...

"Può servire anche a chi da Roma, viene a Siena. E sono tanti, ci può giurare".

Per concludere, non può esimersi dal rispondere alla domanda su Tls e sulla proroga per il piano di rilancio.

"Il piano di rilancio è pronto, dovrebbe andare all’approvazione del consiglio d’amministrazione tra pochi giorni. Il punto che spiega la proroga è che deve essere asseverato da soggetti terzi, che devono certificare la sua fattibilità per poter accedere ai finanziamenti delle banche".

Conferma che nel piano ci sono solo risorse certe e nessun fondo legato al Biotecnopolo?

"E’ un progetto di rilancio, costruito sulle tre missioni di Toscana Life Sciences: incubatore di start up, ricerca di livello e esecutore per la Regione sulla medicina di precisione".