Due medici senesi accusati di falso per attestazioni e documenti rilasciati

L’udienza preliminare il 5 dicembre scorso davanti al gup Balsamo: episodi avvenuti nel Grossetano. Tutto è partito dall’inchiesta sulla correttezza delle procedure per la verifica della positività al Covid.

Due medici senesi accusati di falso per attestazioni e documenti rilasciati
Due medici senesi accusati di falso per attestazioni e documenti rilasciati

di Laura Valdesi

SIENA

Due medici che vivono nella nostra provincia – uno a Siena e l’altro in Valdelsa – ma lavorano nella sanità pubblica grossetana erano finiti nella maxi inchiesta della procura maremmana per presunti reati di falsità ideologica rilevati fra il 2021 e il 2022. Un’indagine a seguito della quale si è svolta il 5 dicembre scorso l’udienza preliminare davanti al gup Cecilia Balsamo: 13 gli imputati, fra cui altri sanitari, e ben 12 capi di imputazione contestati loro a vario titolo. La vicenda, esplosa nel marzo 2022 a seguito degli accertamenti svolti dai carabinieri coordinati dal pm Federico Falco, ha visto l’Asl Toscana Sud Est costituirsi parte civile attraverso l’avvocato Bonucci. Gli imputati sono difesi da tanti legali del foro di Grosseto quali Massimiliano Arcioni, Christine Tortoli, Esmeralda Parentini, Paolo Novelli (che assiste il medico valdelsano), Alessandro Risaliti, Sara Montaiuti, Alberto Bancalà e Cinizia Zanaboni mentre Luigi De Mossi difende il medico senese. Alcuni imputati hanno chiesto di patteggiare, altri il rito abbreviato, altri ancora intendono affrontare la vicenda in via ordinaria. Il pm Falco dopo aver domandato la produzione di brogliacci delle intercettazioni visto che i difensori si sono opposti ha chiesto la perizia per la trascrizione delle intercettazioni. Il gup si è riservata per valutare le varie opzioni delle parti su cui deciderà nell’udienza di aprile.

I capi di imputazione declinati dal pm Falco riguardano il comportamento tenuto da personale medico e infermieristico nel periodo in cui era ancora forte la pressione del Covid 19, fra dal settembre 2021 all’ottobre 2022. Sotto la lente le modalità con cui i pazienti venivano sottoposti al tampone e all’analisi medica secondo la procedura dettata dall’amministrazione sanitaria. Le presunte violazioni di legge declinate nei capi di imputazione si sarebbero verificate nell’autunno-inverno 2021 mentre altri reati derivati da tali comportamenti riguardano il 2022.

L’accusa sostiene che in alcuni casi i tamponi portati ad un ospedale maremmano non sarebbero stati eseguiti all’interno della struttura ma portati fuori e, addirittura, alcuni pazienti non si sarebbero presentati neppure al triage per fare il tampone. Una violazione della procedura, secondo la procura, per la verifica della positività al Covid. Se ciò venesse provato sarebbero stati redatti dei falsi circa le attestazioni e i documenti rilasciati dai sanitari, compreso il certificato verde Covid 19. E sarebbero stati indotti in errore altri collaboratori della struttura.