
Comunali, Pd al bivio delle scelte. Sindaci uscenti e nuovi candidati
A Colle Val d’Elsa la scelta è stata di giocare d’anticipo, bruciando l’ipotesi Donati bis e puntando su Vannetti; a Montepulciano fra due mesi andranno in scena le primarie (anche in questo caso il sindaco uscente non ha ricevuto un’investitura automatica); a Sinalunga tutti d’accordo per riproporre Zacchei; a Poggibonsi c’è grande fermento per la scelta tra le due Susanne papabili candidate. In casa Pd l’avvicinamento alla primavera elettorale non è tranquillissimo, complice anche il caos irrisolto della segreteria comunale del capoluogo che coinvolge direttamente anche la segreteria provinciale.
Non va trascurato che sul versante centrodestra per ora le scelte latitano, ma è il partito storicamente maggioranza in larga parte della provincia che ha l’onore principale di difendere la propria posizioni. Instradata ormai la via verso le primarie del 10 marzo a Montepulciano (Angiolini, Bui, Pizzinelli, il pronostico è considerato assai incerto), la curiosità maggiore ricade su Poggibonsi, dove Bussagli è al capolinea avendo concluso i sue due mandati.
Qui da tempo circolava l’ipotesi dell’assessore Susanna Salvadori, senza peraltro passaggi formali, ma si è poi fatta avanti con forza la possibilità Susanna Cenni. Già, tra l’altro, deputata, senatrice, assessore regionale, sarebbe il nome su cui punta il gruppo dirigente del partito, con i vertici della segreteria Lore Lorenzi e Alessio Pianigiani. Ma la proposta, prima di essere ufficializzata, dovrà in ogni caso passare dall’assemblea del partito e qui si verificheranno le posizioni di un organismo ampio che fin qui non è stato coinvolto. A dirla tutta al momento né Salvadori né Cenni si sono esposte pubblicamente, illustrando per esempio la propria idea di città.
Da una parte un profilo eminentemente locale (Salvadori), con dieci anni da assessore, dall’altro (Cenni) quello di chi è partita dai banchi del consiglio comunale di Poggibonsi per approdare in Regione con due mandati da assessore e poi tre legislature in Parlamento. Ora potrebbe tornare a casa per candidarsi a sindaco. E visto l’intensificarsi del dibattito sui media, pare difficile che il Pd riesca a rinviare ancora di molto una scelta definitiva.