Castelnuovo non dimentica. Domani la commemorazione dell’eccidio di Palazzaccio

Ottanta anni fa la strage nazista che costò la vita a nove civili, tra cui donne e bambini. L’assessore Borgogni: "Ricordiamo cosa è successo per costruire un futuro di pace".

Castelnuovo non dimentica. Domani la commemorazione dell’eccidio di Palazzaccio

Castelnuovo non dimentica. Domani la commemorazione dell’eccidio di Palazzaccio

Domani Castelnuovo Berardenga ricorda l’eccidio nazista del Palazzaccio che il 4 luglio 1944 costò la vita a nove civili, fra cui donne e bambini. La celebrazione inizierà alle 10 con il ritrovo al podere Palazzaccio, nei pressi di San Gusmè, proseguendo alle 10.15 con la preghiera in suffragio dei caduti e alle 10.30, la deposizione della corona al monumento e l’inaugurazione della targa in ricordo di Ottorino Baglioni.

Come avviene ogni anno, nell’occasione saranno consegnati anche gli attestati per la borsa di studio del Palazzaccio all’Istituto G. Papini di Castelnuovo Berardenga. Al termine della celebrazione una delegazione si recherà al cimitero di San Gusmè per la deposizione di una corona al cippo commemorativo delle vittime.

Interverranno Alessandra Nardini, assessora regionale con delega alla cultura della memoria; Martina Borgogni, assessora comunale con delega alle iniziative per la pace e la memoria, Fabio Mugnaini, antropologo del dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università degli Studi di Siena.

"Ringrazio l’assessora regionale Nardini per aver accettato il nostro invito a partecipare alle celebrazioni dell’anniversario dell’eccidio del Palazzaccio – spiega l’assessora Borgogni –, uno degli episodi più tragici della lotta di resistenza nel nostro territorio. Sono passati ottant’anni, ma oggi come ieri e soprattutto domani è importante essere uniti, istituzioni e società civile, nel ricordare da dove veniamo per costruire un futuro di pace, democrazia e libertà. L’amministrazione è impegnata nel mantenere viva la memoria collettiva della nostra comunità per garantire la libera convivenza democratica grazie alla forza della cultura e della conoscenza del nostro passato".