"Stiamo preparando iniziative da intraprendere a sostegno di Enrico Forti (nella foto). Vogliamo fargli sentire la nostra vicinanza". Così l’assessore comunale al Sociale, Francesca Appolloni, commenta la lettera arrivata all’amministrazione senese dal carcere di Miami, dove Enrico Forti, detto Chico, è rinchiuso da ventidue anni. Nel 2000 è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike (avvenuto nel 1998), al termine di un processo che, secondo i suoi difensori, ha ancora...

"Stiamo preparando iniziative da intraprendere a sostegno di Enrico Forti (nella foto). Vogliamo fargli sentire la nostra vicinanza". Così l’assessore comunale al Sociale, Francesca Appolloni, commenta la lettera arrivata all’amministrazione senese dal carcere di Miami, dove Enrico Forti, detto Chico, è rinchiuso da ventidue anni.

Nel 2000 è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike (avvenuto nel 1998), al termine di un processo che, secondo i suoi difensori, ha ancora tanti punti oscuri. Ma la giustizia americana gli ha sempre rifiutato una revisione. Ne è seguita una mobilitazione trasversale, che ha chiesto agli Stati Uniti di consentire il trasferimento in Italia.

La svolta è arrivata il 23 dicembre del 2020, quando il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha accolto la richiesta del detenuto di avvalere dei benefici previsti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ed essere così trasferito per poter scontare il resto della pena in un carcere italiano. L’emergenza Covid, il cambio di amministrazione alla Casa Bianca, una serie di ostacoli ha di fatto bloccato anche questo percorso.

In tanti se ne sono interessati, e dall’inizio dell’estate anche la città di Siena, attraverso il sindaco Luigi De Mossi, ha fatto un passo in avanti, al fianco di un’associazione di amici di Forti che si trova proprio qui. "Abbiamo iniziato a parlare con l’associazione che da anni lo sostiene – spiega l’assessore Appolloni, che sta seguendo la vicenda – e come toscani ci siamo sentiti subito coinvolti. Per la storia della nostra regione, la prima ad abolire la pena di morte. E perché di fronte a questa condanna, che ha tante questioni irrisolte, abbiamo deciso di contribuire a far sì che questa persona non si senta abbandonata".

Una presa di posizione che parte da Siena, quindi, ovvero dallo stesso epicentro dal quale da anni continua a far sentire la propria voce la fondazione intitolata a Derek Rocco Barnabei, presieduta da Anna Carli, che oggi guida l’Istituto musicale ’Franci’ con il quale l’amministrazione comunale ha in corso un contenzioso legale relativo agli spazi in comodato d’uso gratuito.

"Noi vogliamo fargli sentire una vicinanza che è prima di tutto umana – prosegue l’assessore Appolloni – e ci riguarda tutti. Facciamo tante battaglie, ma di fronte a questo cittadino abbiamo sentito l’urgenza di fare qualcosa per mantenere alta l’attenzione sulla sua vicenda".

Riccardo Bruni