LAURA VALDESI
Cronaca

Campionessa di scherma violentata, l’avvocato: “È ancora sotto choc, non rientrerà in Italia”

Il caso di Chianciano (Siena). L’avvocato Guidarelli: "Non mi aspettavo delle scuse, valuterò se chiedere l’avocazione”

Schermidori in pedana (foto archivio Ansa)

Schermidori in pedana (foto archivio Ansa)

Siena, 5 marzo 2024 – ”Non intendo essere polemico , però nel settembre scorso parlai della possibilità di sentire la mia assistita in incidente probatorio. Sono passati 7 mesi, poteva essere fatto nell’immediatezza", sottolinea l’avvocato Luciano Guidarelli, legale della schermitrice che ha denunciato la presunta violenza. Vicenda per cui sono indagati due atleti, uno di Foggia e l’altro milanese. Nessuno di loro, a differenza di quanto circolato, risulta tesserato per una società del Lazio dove la giovane invece a volte si allenava pur non appartenendo ad essa. Il terzo ragazzo, minorenne, non sarebbe coinvolto invece nell’inchiesta.

"Non voglio influenzare alcun tipo di azione – prosegue l’avvocato –, c’è alla fine un gip che decide. Ma parliamo di una persona ancora molto turbata. L’ho sentita, piangeva continuamente, ancora sotto choc. Una cosa è certa: ha subito violenza e non era certo consenziente. Per il momento non rientrerà in Italia, penso che a questo punto arriverà solo per l’incidente probatorio".

Palese la perplessità di Guidarelli che, ribadisce, "non mi aspettavo certo delle scuse e prendo atto di quanto sostiene la procura". Ma confessa che "una spallata così non me l’attendevo anche se nessuna misura cautelare potrà restituirle serenità". E dopo aver ribadito "che la procura sportiva è autonoma rispetto a quella ordinaria, poteva almeno far sì da evitare che la schermitrice incontrasse gli indagati", Guidarelli annuncia infine di valutare "la possibilità di presentare istanza di avocazione alla procura generale di Firenze" che potrebbe decidere entro 180 giorni.