Biotecnopolo, un cda muto. Il Nobel Parisi da remoto

Nessuna nota dal consiglio d’amministrazione riunitosi ieri negli spazi Tls. Palù, presidente dell’Aifa dimissionario, membro del comitato scientifico.

Biotecnopolo, un cda muto. Il Nobel Parisi da remoto

Biotecnopolo, un cda muto. Il Nobel Parisi da remoto

Il premio Nobel Giorgio Parisi ieri non era in presenza, negli uffici di Toscana Life Sciences, alla riunione del consiglio d’amministrazione della Fondazione Biotecnopolo. Ha preferito collegarsi da remoto, come fa usualmente quando le riunioni non si svolgono a Roma. Per il resto la seduta dei cinque consiglieri d’amministrazione è andata come da prassi. Il presidente Marco Montorsi ha discusso i punti all’ordine del giorno con gli altri membri del cda e, molto presumibilmente, c’era anche il direttore scientifico Rino Rappuoli, almeno per la parte della seduta che riguardava i progetti scientifici.

Perché questo linguaggio così burocratico, da incaricato di stilare il verbale della riunione? Perché, per quanto ci sia stato il tentativo, un po’ filogovernativo, di voler dimostrare che il Biotecnopolo si muove, nonostante l’evidente impasse tra i quattro ministeri soci fondatori, la situazione sembra ferma allo stesso punto. Se i consiglieri hanno parlato del direttore amministrativo, nonostante l’affermazione sicura della ministra dell’Università Anna Maria Bernini che toccherà a loro votarlo, lo hanno fatto solo come informativa. Perché del nuovo statuto non c’è ancora traccia, quindi la figura del direttore amministrativo non è contemplata nelle carte.

E’ un modo di arrampicarsi sugli specchi, ma è diventato stancante. Toccherebbe anche al presidente Marco Montorsi e agli altri consiglieri, compresa la senese Annalisa Santucci, dovrebbero dare prova di esistenza in vita di una Fondazione che è nata per legge nel dicembre 2021 e ha visto lo Statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 agoto 2022. E ormai da mesi attende quelle modifiche che i vari ministri rivendicano per separare l’amministrazione dalla scienza e per evitare che "vengano sprecati i soldi degli italiani" (cit. Bernini).

L’altra cosa che va registrata è la domanda su cosa accadrà a Giorgio Palù, vertice dell’Aifa che ha sbattuto la porta andandosene dall’agenzia e litigando con il ministro della sanità Orazio Schillaci. Palù è membro del comitato scientifico della Fondazione Biotecnopolo, designato in quel ruolo dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sempre uno dei quattro ministeri ha nominato Gianluca Polifrone, dirigente ufficio presidenza dell’Aifa, quindi braccio destro di Palù, nel consiglio d’amministrazione della Fondazione senese. Domande che per ora resteranno senza risposta, visto che per sapere se il Biotecnopolo esiste e prende decisioni, bisogna spiare le sedute dal buco della serratura.