Biotecnopolo, il Pd scende in piazza: "Governo fermo, risorse a rischio"

Interrogazioni in Senato, consiglio regionale e comunale. Franceschelli: "Dobbiamo difendere la centralità del territorio". Valenti: "Se non avremo risposte, mobilitazione davanti alla prefettura".

Biotecnopolo, il Pd scende in piazza: "Governo fermo, risorse a rischio"

Biotecnopolo, il Pd scende in piazza: "Governo fermo, risorse a rischio"

Dal segretario provinciale Andrea Valenti al senatore Silvio Franceschelli, dalla consigliera regionale Anna Paris al gruppo in consiglio comunale al completo (Giulia Mazzarelli, capogruppo, Alessandro Masi, Luca Micheli, Gabriella Piccinni). Il Pd si schiera a tutti i livelli chiedendo una risposta convincente sul Biotecnopolo, paventando in caso contrario il ricorso a una manifestazione davanti alla prefettura per denunciare lo "stallo totale" per la nascente istituzione che dovrebbe attrarre oltre trecento milioni di investimenti. "Non dovrebbero esserci colori politici quando si tratta di difendere la centralità del territorio – afferma il senatore Franceschelli – in questo caso come per Mps o per i collegamenti stradali o ferroviari".

Per ora il percorso è istituzionale: un’interrogazione in consiglio comunale che sarà discussa nella seduta del 20 ottobre ("ma l’avevamo presentata come urgente, evidentemente per la maggioranza non lo è", afferma Mazzarelli), una presentata da Paris in consiglio regionale, una depositata al Senato. "Per ora – accusa Valenti – la destra si è mossa solo per sistemare le poltrone, noi vogliamo sapere come vogliono trasferire risorse e sviluppo, in una logica di distretto che coinvolga aziende e provincia".

Il tema qui cavalcato è che il centrosinistra ha gettato le basi, grazie a Enrico Letta e al ministro Roberto Speranza, mentre il centrodestra da quando è al Governo non si è mosso. "Perché e dove sono bloccate le risorse? Vogliono indirizzarle altrove?", chiede Paris.

E Mazzarelli parla di "immobilismo che dura da tredici mesi". "Siena se ci sei batti un colpo, perché questo è un grande progetto che interessa tutto il territorio – sostiene Masi –, se non è urgente un tema che può portare 300 milioni sul territorio, cosa può esserlo?". E Micheli osserva: "Non vorrei che, come successo altrove, si intendessero indirizzare quelle risorse verso terre considerate elettoralmente più vicine".

Avanti dunque con le interrogazioni, per quella che però Franceschelli sottolinea più volte essere "non una battaglia politica, ma un’iniziativa a difesa della centralità del territorio. Dopo la fretta dimostrata nel voler cambiare i vertici, ci aspettavamo analoga rapidità sui contenuti concreti. Per questo siamo pronti alla mobilitazione per difendere questa fonte di sviluppo".

A fine mese, se non ci saranno risposte e atti considerati convincenti, la protesta potrebbe essere portata in piazza, sulla scorta di quella condotta dai sindaci del centrosinistra per i fondi Pnrr.

O.P.