
Beko Europe e governo in disaccordo su reindustrializzazione e golden power. Sfide nel settore elettrodomestici e futuro incerto per Siena.
Rimane distante il punto di convergenza tra Beko Europe, il governo e le sigle sindacali. Una distanza che era già stata portata alla luce negli incontri al Ministero delle imprese e del made in italy, con il governo che aveva chiesto il ritiro del piano ritenuto irricevibile, e testimoniata nella prima audizione andata in scena ieri alla decima commissione della Camera. I commissari hanno chiesto risposte ai rappresentanti di Beko Europe in merito alla golden power, alla reindustrializzazione dei siti - con quello di Siena che conta 299 lavoratori - e agli ammortizzatori sociali messi in campo.
"Il settore di produzione degli elettrodomestici vive una flessione significativa - ha risposto Maurizio David Sberna, responsabile relazioni esterne Beko Europe -, con un trend in ribasso per il 2024 e una occupazione media delle fabbriche pari al 38%. I competitor asiatici ottengono fette di mercato sempre più grandi, le perdite per Beko sono sempre maggiori con numeri a tre cifre nell’ordine dei milioni. La bassa domanda e la sovraccapacità produttiva ci hanno portato alla decisione di investire sulla filiera della cottura, dove le perdite sono minori, mentre l’impossibilità di un’inversione di tendenza nel lavaggio e nella refrigerazione ci hanno portati a una scelta che sappiamo essere dolorosa e impattante. Abbiamo preso ogni impegno possibile a valutare operazione anche di carattere industriale ad invarianza di impatto economico del piano, e stiamo già cercando un advisor che possa aiutarci ad aprire una strada di mitigazione per facilitare la reindustrializzazione dei siti".
"A Siena abbiamo investito con produzioni che non hanno incontrato il favore del mercato – continua Beko –. Abbiamo necessità di agire rapidamente per evitare di trovarci di fronte a situazioni ben peggiori nei prossimi anni, l’azienda ha deciso di rimanere nelle fabbriche fino al 2025 per sfruttare il tempo a disposizione alla ricerca di soluzioni. Per quanto riguarda la golden power, riteniamo di avere presentato un piano che rispetti le prescrizioni notificateci. Poi starà al governo fare le sue valutazioni. Non sposteremo le produzioni di Siena e Comunanza, le interromperemo, e non vogliamo dismettere in Italia".