Beko chiude fabbrica inglese. Operai in ansia a Siena

Stop alla produzione a Yate (Bristol): 150 a rischio

Beko chiude fabbrica inglese. Operai in ansia a Siena

Beko chiude fabbrica inglese. Operai in ansia a Siena

L’ad di Beko Ragip Balcioglu ha annunciato una serie di riflessioni sulla potenziale chiusura del sito produttivo di Yate, vicino a Bristol, nel Regno Unito. I giornali inglesi danno l’operazione quasi praticamente fatta, parlando di 150 posti di lavoro a rischio. L’impianto registra da tempo perdite significative e la domanda di elettrodomestici prodotti sarebbe rapidamente diminuita, perché sul mercato sono presenti prodotti più competitivi dal punto di vista energetico. Di qui la valutazione di Beko, secondo cui non sarebbe possibile rimodellare il sito di Yate per continuare la produzione e riacquistare competitività.

Inevitabile la preoccupazione di sindacati e lavoratori dello stabilimento di Siena, anche alla luce della mancanza di risposte da parte dell’azienda registrata al tavolo ministeriale riunito nei giorni scorsi dal ministro Adlfo Urso. Il sito produttivo di viale Toselli ha perso il 70% di pezzi prodotti, infatti la previsione per il 2024 è di soli 267mila congelatori.

I timori riguardano quindi il futuro della fabbrica senese, che impiega 299 persone: del resto Beko Europe si è presa sei mesi di tempo prima di ufficializzare il priano industriale. Mercoledì prossimo a Siena si terranno le assemblee con i rappresentati nazionali di categoria che, come quelli territoriali, non intendono abbassare la guardia.

Cristina Belvedere