
Avi.Coop chiude il sito. Duecento lavoratori licenziati a Monteriggioni
Dopo un pomeriggio di confronto serrato e la richiesta di mezza giornata di tempo da parte dell’azienda per valutare le richieste delle organizzazioni sindacali, Avi.Coop. del Gruppo Amadori ha comunicato alla Regione Toscana la chiusura del sito di Monteriggioni, licenziando di fatto 200 lavoratrici e lavoratori. "Una scelta gravissima vista la disponibilità messa in campo dalle istituzioni - Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Monteriggioni - di supportare un percorso di riconversione del sito produttivo e la disponibilità delle maestranze a rivedere la propria attività lavorativa. All’azienda era stato chiesto solo di mantenere i livelli occupazionali attuali e quelli salariali a piena produzione - scrivono in una nota i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uilper il tempo necessario a individuare un percorso di riqualificazione del quale si sarebbero fatte carico le Istituzioni regionali e locali. Non solo uno strappo istituzionale, ma una macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori che si troveranno nel giro di poche settimane a dover cercare di essere ricollocati in un mercato del lavoro saturo. Persone che già da molte settimane - denunciano i sindacati - stanno affrontando una situazione di pesantissima riduzione delle ore lavorate e dei salari, vista l’impossibilità di accesso agli ammortizzatori sociali essendo Avi.Coop. una cooperativa agricola. Questa decisione metterà sul lastrico quasi 200 famiglie, visto che il personale, essendo per l’80% avventizio, non avrà neppure accesso a forme di sostegno al reddito se non la disoccupazione agricola che non potrà essere riscossa prima del 2025".
Cgil, Cisl e Uil parlano di una bomba sociale sulle spalle di un territorio che dovrà far fronte anche a un di impoverimento produttivo. "Uno schiaffo alle maestranze, ma anche alle Istituzioni regionali e locali".
"Chiudere uno stabilimento come quello di Monteriggioni avrà ricadute negative sull’attività agricola di una parte importante della Toscana: il nostro impegno è a salvaguardare produzione e tutela del territorio" spiega la vice presidente Stefania Saccardi. "Quella chiesta all’azienda sugli stipendi – sottolinea Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani sul lavoro – era una misura di sostegno da avviare parallelamente ad un percorso per garantire la continuità produttiva ed occupazionale in un territorio fragile La risposta è stata una chiusura e una non disponibilità".
I sindacati si mobilitano e non escludono le vie legali. "Denunceremo questa gravissima scelta di delocalizzazione della produzione avicola a sacrificio di 200 lavoratori. Sciopero il 20 giugno, con presidio davanti alla sede Amadori di Cesena".