"Alterò ordine di servizio". Militare condannato per falso a tre anni

L’avvocato Martini farà ricorso in appello, niente risarcimento alla parte civile. Dal gup ex carabiniere accusato di lesioni e abuso d’ufficio: udienza a novembre .

"Alterò ordine di servizio". Militare condannato per falso a tre  anni

"Alterò ordine di servizio". Militare condannato per falso a tre anni

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 2 anni di un carabiniere che nel 2020 era al radiomobile, accusato di falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale in atto pubblico. Avrebbe alterato l’ordine riepilogativo di servizio dell’attività che aveva svolto il 6 febbraio con il collega di turno. Un documento che racconta gli interventi compiuti e che deve essere redatto dal capo equipaggio della pattuglia. Dunque proprio dal militare di 59 anni finito sotto processo, difeso dall’avvocato Francesca Martini. Il giudice Simone Spina, dopo una camera di consiglio di circa 40 minuti, ha condannato ieri il militare (che il prossimo anno andrà in pensione) a 3 anni e all’interdizione per 5 dai pubblici uffici. Nessun risarcimento alla parte civile, un collega assistito dagli avvocati Alessandro Betti e Giulia Salvini. Fra 80 giorni il deposito delle motivazioni contro cui il difensore del carabiniere già annuncia ricorso in appello.

Un’altra vicenda, particolarmente delicata e che riguarda un carabiniere ora in pensione, è arrivata invece ieri mattina davanti al gup venendo però rinviata a novembre davanti ad un altro giudice dell’udienza preliminare, Chiara Minerva. Il pm Siro De Flammineis lo accusa di abuso di ufficio, di falsità materiale in atto pubblico e anche di lesioni. L’episodio su cui si è indagato risale al novembre 2020 e sarebbe avvenuto all’interno di una caserma. Quando un giovane uomo si era presentato perché gli avevano sospeso la patente, gli avrebbe detto di liberare le tasche per capire se dietro poteva avere della droga. Poiché non gli aveva dato retta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il militare l’avrebbe colpito e poi bloccato, facendogli sbattere la testa contro un oggetto.

Poi era arrivata la madre del ragazzo a cui il giovane avrebbe detto che lo stava picchiando. Una ricostruzione totalmente opposta quella compiuta dal militare ora indagato, che aveva messo nero su bianco il suo racconto, come sempre avviene, in un’annotazione di servizio. Di qui il presunto falso. Il militare è difeso dall’avvocato Michele Cortazzo, la parte offesa che si è costituita ieri in udienza invece dall’avvocato Alessandro Betti. Una vicenda da prendere con le molle che solo a novembre troverà forse risposte in aula.

La.Valde.