ROMANO FRANCARDELLI
Cronaca

Aggressione in carcere. Agente della penitenziaria finisce in ospedale

La denuncia del sindacato Uilpa: "Il grave episodio durante attività di controllo. Servono provvedimenti per migliorare anche le condizioni di chi ci lavora". .

Il grave episodio nel carcere di Ranza è stato denunciato dal sindacato Uilpa della Polizia Penitenziaria

Il grave episodio nel carcere di Ranza è stato denunciato dal sindacato Uilpa della Polizia Penitenziaria

E’ stato aggredito ed è finito in ospedale un agente della polizia penitenziaria di Ranza preso a botte da detenuti nel reparto di alta sicurezza. Un altro grave episodio di violenza nel famoso carcere di massima sicurezza che ospita circa 300 detenuti fra italiani e stranieri a pochi chilometri dalla città delle Torri.

L’altra sera sono volati cazzotti con aggressione ad un agente della polizia penitenziaria colpito a freddo e per "futili motivi" dalle mani di detenuti di quel reparto. A denunciare l’accaduto è il sindacato Uilpa Polizia Penitenziaria di Ranza, che definisce "precarie" le condizioni di lavoro nel carcere di Ranza. E, purtroppo, non da ora. L’aggressione dunque sarebbe avvenuta nella sezione di alta sicurezza quando un agente di polizia penitenziaria, durante un’attività di osservazione dei reclusi, è stato assalito da alcuni detenuti. In seguito all’accaduto, l’agente avrebbe riportato alcune fratture ed è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale. Il sindacato Uilpa si rivolge alla direzione del carcere di San Gimignano, auspicando provvedimenti "volti a migliorare le condizioni psicofisiche dei detenuti, ma soprattutto quelle del personale addetto alla sicurezza". Il problema delle carceri italiane è diventato non più rinviabile, servono misure urgenti anche a tutela dell’incolumità di chi ci lavora.

Lo stringato comunicato della Uilpa della penitenziaria di Ranza ha fatto da cassa di risonanza a quanto accaduto pochi giorni fa. Carceri sovraffollate e poco personale per il controllo dei detenuti entrano in conflitto e rendono ingestibili questi luoghi che oltre a garantire al sicurezza dovrebbero essere indirizzati al recupero sociale dei detenuti. Difficile lavorare in questa direzione quando mancano finanziamenti e la logistica non è più compatibile con le esigenze dei reclusi. Questa ennesima aggressione alla divisa da uno dei circa 300 ospiti in alta sicurezza del padiglione speciale dei detenuti cosidetti "fragili" è un altro campanello di allarme. Le istituzioni devono agire al più presto. Forse, è già troppo tardi.

Romano Francardelli