Abbadia, indagini sul radon: "In alcuni locali livelli elevati". Tondi: "Ma nessun allarmismo"

La ricercatrice Clara Massetti: "I risultati hanno messo in luce la necessità di misure di intervento". Il sindaco e una dottoressa dell’Arpat concordano sul fatto che i dati vanno disaggregati.

Abbadia, indagini sul radon: "In alcuni locali livelli elevati". Tondi: "Ma nessun allarmismo"

Abbadia, indagini sul radon: "In alcuni locali livelli elevati". Tondi: "Ma nessun allarmismo"

di Massimo Cherubini

Ecco i primi risultati dello studio sulla presenza di radon nelle civili abitazioni, nei luoghi di lavoro e nelle scuole presentati ieri sera nel corso di una partecipata assemblea pubblica tenutasi nei locali della scuola media di Abbadia San Salvatore. Sono risultati relativi ai primi tre mesi (ottobre-dicembre) di una indagine che durerà fino a settembre. Lo studio è condotto dalla "Source", una Onlus che con il suo gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa si è aggiudicata il bando della Comunità Europea sullo studio di questo gas assai diffuso nelle aree vulcaniche. Ad illustrare i dati è stata Clara Massetti - referente del gruppo di ricercatori - evidenziando i risultati dei primi tre mesi di monitoraggio. "I risultati fin qui acquisiti – ha detto la dottoressa Massetti - hanno messo in luce la necessità di misure di intervento: il 21% dei locali monitorati presenta concentrazioni di radon in aria superiori al limite di riferimento stabilito dalla normativa italiana di 300 Becquerel per metro cubo. Questi locali (49 su 231 totali) rientrano nella classe di rischio alto. Destano preoccupazione - ha aggiunto - i valori di radon incontrati nelle aule della scuola media dove sono stati riscontrati valori ben al di sopra del livello di riferimento di 300 Becquerel per metro cubo arrivando anche a raggiungere il doppio del limite consentito. Dei 231 siti monitorati, 93 sono stati oggetto di un secondo turno di monitoraggio da parte di Arpat Toscana, così da avere un valore medio annuale, come la normativa suggerisce. Dall’analisi della percezione del rischio della cittadinanza rispetto all’esposizione al gas radon emerge la necessità di piani politici di informazione dei rischi alla popolazione e piani di formazione al personale della pubblica amministrazione". "Ci troviamo di fronte – ha detto nel suo intervento il sindaco Fabrizio Tondi (nella foto) - ad un lavoro importante. Ad oggi, però, ci troviamo a commentare dei valori assoluti che occorre disaggregare. Sappiamo che il radon è un gas presente in tutti i sottosuoli delle zone vulcaniche; che la sua presenza varia secondo la tipologia dei materiali edili dei fabbricati. Sappiamo anche – ha aggiunto- che nuoce con lunghe esposizioni. Non sappiamo se questi valori riscontrati si riferiscono a quantità di radon presenti al mattino, la notte. Ma quello che è ancor più importante è confrontarli con i dati sanitari". Il radon c’è, e non solo da ora, non solo ad Abbadia San Salvatore". Presente anche la dottoressa Silvia Bucci dell’Arpat Toscana anche lei concorde sul fatto che i dati devono essere disaggregati.