Ascoltati per ore dalla Polizia  i due ragazzi che hanno  trovato l’architetto  e lanciato l’allarme al 118
Ascoltati per ore dalla Polizia i due ragazzi che hanno trovato l’architetto e lanciato l’allarme al 118

Sarzana (La Spezia), 26 ottobre 2017 – Con il loro comportamento hanno generato un’ansia diffusa sul territorio, dando forma all’ombra sfuggente di un efferato assassino; ed è proprio sull’onda di quell’incubo che le indagini sulla morte dell’architetto Giuseppe Di Negro si sono sviluppate in maniera serrata, giungendo alla soluzione del caso in 36 ore, con la conseguenza indotta della loro incriminazione per i reati minori in cui sono incappati, assumendo i panni degli sciacalli, dopo il primo moto di solidarietà nei confronti del professionista steso a terra col cranio sanguinante e per questo soccorso.

Il furto della pistola usata dal professionista per suicidarsi, la temporanea detenzione dell’arma, l’alterazione dei luoghi che ha comportato la perseguibilità per simulazione di reato pesano come macigni sulla esistenza di B.R. e G. E., appena 19enni, aperta alla vita adulta, alla responsabilità. Ma, sul piano processuale, si tratta di reati per i quali l’avvocato difensore Giuseppe Di Paolo ha spazi di manovra per centrare l’obiettivo di minimizzare i danni; il legale sta studiando la messa a spunto di una proposta di patteggiamento da presentare al vaglio del procuratore Antonio Patrono e al sostituto Claudia Merlino che hanno condotto a quattro mani le indagini sviluppate sul campo dalla squadra mobile.

"Abbiamo già apprezzato il garbo in sede di interrogatorio, speriamo in altrettanta sensibilità per una veloce chiususa del caso, così da non esporre ulteriormente i due ragazzi ad una situazione che, benchè frutto delle loro colpe, rischia di cucirgli addosso le sembianze dei mostri: tali non sono; sono solo ragazzi immaturi, incapaci di capire la gravità di quanto hanno commesso e che, considerata l’età, vanno aiutati nel percorso di ristrutturazione dell’esistenza", dice il legale con una mano sul codice, l’altra sul cuore. Intanto una segnale positivo dai familiari dell’architetto: nessuna volontà di rivalsa.

Corrado Ricci