Il porticciolo
Il porticciolo

Ameglia, 27 gennaio 2019 – Il trasloco è iniziato e così metà frazione resterà senza luce e servizio delle telecamere di sorveglianza. Il «vecchio» gestore del porticciolo di Bocca di Magra infatti sta smobilitando portandosi via tutti i beni acquistati all’asta dopo il fallimento di Ameglia Servizi Turistici. Un patrimonio fatto di box ufficio all’ingresso del porto in cui è installato il circuito di videosorveglianza, quadri elettrici e colonnine di alimentazione per limbarcazioni. Un inventario che il Comune di Ameglia avrebbe potuto acquistare all’asta per una «manciata» di euro e invece adesso sarà costretta a acquistare dall’imprenditore Valerio Rafanelli a prezzi ben superiori. Le macchinine elettriche utilizzate per il trasporto clienti invece erano acquistate dall’attuale aggiudicatario Manolo Cacciatori nella sua precedente gestione dell’area.

Un altra questione aperta che ha scatenato la polemica reazione del gruppo consigliare di opposizione «Insieme per Ameglia» che ha fatto i conti in tasca all’amministrazione comunale evidenziando il caos creato nella concessione del porticciolo oltre all’errore commesso per non aver partecipato all’asta. «Dopo il fallimento - attaccano i consiglieri - erano disponibili tutti i beni strumentali, compresi 10 lampioni, i quadri elettrici, il sistema di videosorveglianza e il casottino dove è ubicata la direzione del porto. La giunta ha deliberato di partecipare all’asta e di presentare un’offerta. Il valore complessivo dei beni era stimato in 1.820 euro ma il Comune poi non ha partecipato ed i beni se li è aggiudicati il gestore. E adesso l’ente dovrà andare a trattate con l’ex concessionario per riaverli oppure acquistare tutto allungando la nota spese».

Oltre al continuo cambio di rotta nella gestione dell’attracco turistico la minoranza politica amegliese fa i conti di quanto è stato versato in consulenze tecniche per poi arrivare a una soluzione che potrebbe rivelarsi nuovamente temporanea. La gestione appena affidata alla società Italia Marine Service infatti è ancora vincolata al giudizio del Consiglio di Stato. «Soltanto l’ultima gara che ha portato al ricorso al Tar - concludono - è stata accompagnata da una consulenza di 4.450, invece per ottemperare alla richiesta del Tar di esaminare la proposta del ricorrente il Comune si è affidato a un consulente e spenderà altri 10 mila euro. Il tutto senza avere certezze nè comunicazioni ufficiali da parte della giunta. Intanto però il porticciolo di Bocca di Magra versa nel più totale abbandono».

m.m.