Gli affreschi raccontati dalla soprintendente Marcella Mancusi (foto Pasquali)
Gli affreschi raccontati dalla soprintendente Marcella Mancusi (foto Pasquali)

Luni (La Spezia), 21 maggio 2019 - Impossibile, o quasi, perdersi oggi nel tentativo di raggiungere l’antica colonia romana di Luni. Non solo grazie alla passerella aperta da sabato che svetta come un faro sopra l’autostrada Genova-Livorno per convincere i turisti a fermarsi e accompagnarli fino agli scavi archeologici. Dopo decenni di ‘smarrimenti’ sono comparsi decine di cartelli lungo le strade della vallata per guidare gli automobilisti. Uno dei tanti impegni già portati a termine da museo e Soprintendenza con l’aiuto del Comune di Luni.

Ora la ‘rotta’ è tracciata. E arriveranno a Luni anche gli sposi: l’8 giugno il primo matrimonio civile nell’anfiteatro romano. Il Comune ci mette il cerimoniale, il museo al costo di 30 biglietti da 4 euro l’uno ci mette il fascino e la magia di un luogo dove la storia non ha lasciato solo ‘sassi’ ma tracce profonde. Sono arrivati in centinaia sabato per l’inaugurazione di Portus Lunae, la struttura realizzata da Salt con in investimento da 17 milioni che chiamare passerella è decisamente riduttivo: oltre 100 al mattino per la cerimonia ufficiale, 638 i biglietti staccati nel pomeriggio nelle quattro ore di visite guidate.

A guidarle anche la direttrice del museo Antonella Traverso e la soprintendente Marcella Mancusi. Ma per l’area archeologica sono diversi i progetti in corso che puntano al decollo turistico inseguito da anni. Alcuni si sono compiuti o si stanno compiendo: nuova segnaletica interna, audioguide online in italiano e inglese, allestimento del museo nel casale Groppallo da completare all’arrivo della certificazione antisismica. Altri arriveranno al traguardo prima dell’estate.

"A giugno consegneranno il cantiere del restauro del teatro e potremo allestire i percorsi di visita - spiega Marcella Mancusi - ed è quasi completata anche la copertura per la domus dove saranno trasferiti tutti gli affreschi".

Poi arriveranno panchine e cestini per i rifiuti per completare l’«arredo» di un’area museale che oggi ha finalmente cacciata quell’aria di abbandono che la opprimeva. Altri progetti ancora sono sul tavolo. C’è da comprare l’ultima casa privata, proprio accanto al nuovo museo, dove si pensa di realizzare spazi attrezzati per l’attività didattica: la trattativa è in corso.

E.R.