Il Comune ai ferri corti con il Parco. "Sentieri chiusi per lavori non fatti"

L’ira di Umberto Galazzo: "Sta mettendo in ginocchio una rete di percorsi che porta turismo alle nostre zone"

Ameglia - Chiuso da tempo per pericolo crolli il sentiero che da Montemarcello scende a Spiaggia Corvo - foto repertorio

Ameglia - Chiuso da tempo per pericolo crolli il sentiero che da Montemarcello scende a Spiaggia Corvo - foto repertorio

Ameglia, 4 maggio 2024 – I rapporti, in realtà, da qualche tempo sono piuttosto freddini. Il Comune di Ameglia non ha mai nascosto le difficoltà di instaurare un dialogo costruttivo con il Parco di Montemarcello Magra Vara non facendo mistero neppure della delusione per la mancanza di un rappresentante all’interno del consiglio, soprattutto dopo le dimissioni di Andrea De Ranieri.

Tenendo presente che il territorio amegliese è totalmente inserito nell’area ambientale protetta. Adesso è calato il gelo ed è arrivata la presa di posizione del primo cittadino Umberto Galazzo. Infatti la decisione del Parco di comunicare ufficialmente la chiusura del sentiero 424 che dal paese di Ameglia porta a Zanego (frazione condivisa con Lerici) ha scatenato la dura reazione del sindaco. L’ordinanza non era ancora stata firmata dall’ente competente che già i canali del Parco avevano comunicato l’avvenuto provvedimento, in contemporanea con quello adottato dal Comune di Lerici.

«Siamo rimasti senza parole – commenta Umberto Galazzo – , è stata davvero la goccia finale. Abbiamo sempre ritenuto il Parco assente ma se fosse solo così non sarebbe neppure grave. Purtroppo è quando si manifesta che arrivano i problemi. Sta passando una moda sbagliata che è quella di chiudere i sentieri piuttosto che sistemarli, probabilmente il Parco dimentica che è il gestore e manutentore della rete sentieristica ma invece di adoperarsi per risolvere le problematiche preferisce transennare". L’ultima ordinanza ’suggerita’ al Comune riguarda un sentiero frequentatissimo dai camminatori.

"Ci hanno comunicato – continua Galazzo – di aver eseguito un sopralluogo da cui sono emerse nuove criticità. Il sentiero è rimasto chiuso dal 2011 nonostante fossero stati eseguiti i lavori e un anno fa ho firmato l’ordinanza di riapertura. Il Parco sta mettendo in ginocchio il territorio, affossando a suon di richieste di ordinanze di chiusura una rete sentieristica che porta turismo alle nostre zone. Capisco che con 39 mila euro all’anno non possa fare miracoli e debba affidarsi ai volontari del Cai ma può comunque richiedere finanziamenti allo Stato, Regione e soprattutto proporre progetti. In passato lo abbiamo fatto ad esempio recuperando la batteria Chiodo, la lungofiume a Fiumaretta, sistemando la rete sentieristica. Adesso invece di mettere in sicurezza e pulire si chiede ai Comuni di sbarrare tutto, anzi a volte si anticipano anche le decisioni senza neppure avvisare".

Massimo Merluzzi