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19 giu 2022

Abilitazione alla professione forense Umberto Raschi batte il ministero

Ha vinto il ricorso al Tar contro la comunicazione relativa al mancato superamento dell’esame orale. Accolta la domanda risarcitoria e il candidato potrà ripetere la prova nei tempi più ristretti possibili

19 giu 2022
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati
Umberto Raschi. è consigliere comunale a Sarzana e, da laureato in giurisprudenza, intende iscriversi all’albo degli avvocati

La risposta è stata giudicata insufficiente ma la domanda non era idonea all’esame quind il dottore in giurisprudenza Umberto Raschi avrà una seconda chance per conseguire l’abilitazione forense. A concedere l’opportunità del bis al consigliere comunale di Sarzana è stato il Tar che ha accolto il ricorso presentato agli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo contro il Ministero della Giustizia. Il tentativo è stato premiato e ha ribaltato l’esito dell’esame sostenuto a Brescia non ritenuto sufficiente dalla commissione giudicante. Per cui il giudizio negativo sulla valutazione della prova orale di abilitazione non è stato ritenuto valido dal Tar e Raschi sarà ammesso a una nuova interrogazione da tenersi in tempi rapidi. La questione esaminata è sottile. Il candidato aveva scelto di discutere una traccia di diritto civile e la domanda preparata dalla commissione era riferita alla responsabilità professionale di un medico ginecologo, che non aveva correttamente rappresentato ad una paziente i rischi per il feto che emergevano dalla diagnostica effettuata. La risposta fornita secondo la commissione non è stata convincente ma il candidato attraverso i suoi avvocati ha ribaltato il giudizio negativo. Secondo i difensori infatti la domanda non doveva essere posta in quanto i candidati non potevano argomentare tematiche estranee al codice civile perchè il quesito poteva essere correttamente sviluppato soltanto conoscendo la legge numero 194 del 1978 relativa all’interruzione della gravidanza, con particolare riferimento all’articolo 4 che disciplina il termine di giorni novanta dal concepimento entro il quale è possibile operare la decisione che la gestante ascrive alla colpa del ginecologo di non avere potuto assumere. Il collegio giudicante composto dal presidente Luca Morbelli, Paolo Peruggia e Richard Goso consiglieri ha accolto la domanda risarcitoria proposta condannando l’amministrazione della Giustizia a sottoporre il candidato Umberto Raschi a una nuova prova nei tempi più ristretti possibili. Il Tar inoltre ha condannato il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese di causa sostenute dal ricorrente in 2 mila 500 euro.

m.m.

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