Sala operatoria
Sala operatoria

Firenze, 18 ottobre 2019 - I dati aggiornati del piano nazionale Esiti (PNE) 2018 sul trattamento dei tumori maligni a ovaie e utero mostrano risultati positivi per alcuni presidi ospedalieri dell’Azienda Usl Toscana Centro. Quattro di questi sono ai primi posti della classifica regionale. L’Ospedale San Jacopo di Pistoia si trova al terzo posto per numero di interventi chirurgici per tumore ovarico (18 interventi nel 2018), al quarto posto l’Ospedale di Santa Maria Annunziata di Firenze (15), al quinto posto il presidio ospedaliero San Giuseppe di Empoli (11). Quanto al volume di interventi per tumore maligno all’utero l’Ospedale Santo Stefano di Prato (58 interventi nel 2018) si trova in terza posizione, seguito dall’ Ospedale San Giuseppe di Empoli (38) e dall’Ospedale San Jacopo (37). In cima alla classifica toscana per numero di operazioni eseguite c’è l’azienda ospedaliero Universitaria Pisana (stabilimento di Cisanello), a seguire l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi.

Questi sono gli ultimi dati diffusi dal PNE gestito da Agenas per conto del Ministero della Salute e raccolti all’interno del portale www.doveecomemicuro.it in cui è possibile trovare le classifiche regionali dei centri più performanti per volume di interventi eseguiti secondo le diverse tipologie di neoplasie. Da quest’anno è stato inserito anche un nuovo indicatore: gli interventi per tumore maligno all’ovaio. Il portale rappresenta dal 2013 un punto di riferimento per individuare la struttura, dove curarsi, più adatta alle proprie esigenze. L’alto numero di interventi eseguiti in un anno è il primo elemento da tenere conto al momento di scegliere la struttura in cui operarsi, perché è indicativo dell’esperienza accumulata da un ospedale come sottolinea la dottoressa Elena Azzolini, specialista in sanità pubblica e membro del comitato scientifico del portale.

In Toscana sono 12 le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2018 hanno effettuato interventi per tumore maligno all’ovaio, mentre per quello all’utero risultano 21 in totale. Circa l’85% dei residenti sceglie di curarsi in Toscana, mentre il 12% preferisce recarsi in strutture fuori regione. Il tumore maligno all’utero è la più frequente neoplasia ginecologica dopo quella al seno. Sebbene si stimino circa 8000 nuove diagnosi ogni anno, di questo carcinoma si muore sempre meno, grazie alle campagne di sensibilizzazione e ai traguardi raggiunti nella diagnosi e nelle cure. Il tumore ovarico rappresenta invece circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile. Ad oggi non esistono programmi di screening efficaci per la prevenzione di questo tipo di carcinoma, fatta eccezione di quelli per le pazienti portatrici di mutazione genetica (geni BRCA1-BRCA2). Ai test per identificare la presenza di mutazione genetica dovrebbero sottoporsi le donne con familiarità per neoplasie ginecologiche, mentre per coloro che presentano una sintomatologia sospetta si consiglia sempre di rivolgersi ad uno specialista. Come per tutte le patologie complesse anche per la gestione del carcinoma ovarico è fondamentale affidarsi ai centri competenti ed accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate.