Eleonora Palumbo, Silvia Luchetti, Stefano Borsini, Vincenzo Palumbo e Lorenzo Melani
Eleonora Palumbo, Silvia Luchetti, Stefano Borsini, Vincenzo Palumbo e Lorenzo Melani

Prato, 15 maggio 2019 - Sta per tornare a splendere villa Borsini, il gioiello Liberty di Prato tutelato dalla Soprintendenza, considerato uno dei più importanti patrimoni architettonici della città. Il recupero dell’edificio, che risale ai primi Novecento e che si trova in via Ferrucci, è iniziato nel 2018 e dovrebbe terminare alla fine di quest’anno. Nel progetto di ristrutturazione, firmato dagli architetti Vincenzo ed Eleonora Palumbo, è previsto che la storica dimora Liberty diventi – dopo un accurato restauro conservativo – un condominio con sette unità abitative. Saranno mantenuti tutti gli antichi elementi e i particolari architettonici che ne caratterizzano lo stile eclettico neo-rinascimentale con decori di Liberty-europeo. Tutto questo ha avuto bisogno di approfonditi studi basati sulla documentazione della famiglia Borsini, che è ancora proprietaria dell’immobile e di cui Stefano Borsini è uno dei discendenti.

Lo storico Adriano Cerretelli nella sua guida «Prato e la sua provincia» colloca la data del completamento della villa tra il 1894 e il 1905. Lo stile somiglia sia a quello della fabbrica di cui esistono foto e planimetrie, sia a quello della cappella della famiglia Borsini nel cimitero monumentale della Misericordia, motivo per cui si ipotizza l’intervento della stessa mano.

"Per preservare i pavimenti originali siamo riusciti a inserire i nuovi impianti nel soffitto – spiega l’architetto Eleonora Palumbo – e anche la scala monumentale e l’antica vetrata a colori con le iniziali dei proprietari sono state restaurate e rimarranno nella loro posizione come zona d’ingresso condominiale".

L’opera fu commissionata da Pietro Borsini, uno dei primi industriali della città, che fece costruire la villa accanto alla fabbrica di saponi e candele che si affacciava su via Ferrucci già dal 1835, la Stearineria e Saponeria Borsini. La fabbrica fu chiusa nel dopoguerra e in seguito, negli anni ’70 demolita, ma la villa è rimasta a testimonianza di un periodo glorioso di Prato, precedente sia ai conflitti mondiali sia all’avvento dell’industrializzazione tessile. Al progetto di recupero dell’immobile hanno collaborato anche gli ingegneri Lorenzo Melani e Silvia Luchetti.

Dei sette appartamenti che in totale costituiranno il condominio, due saranno rispettivamente a piano terra e al primo piano, tre invece al secondo piano, l’attico. I lavori si stanno ora concentrando sulla facciata Liberty che è tutelata dalla Sovritendenza, così come il giardino che circonda l’edificio. Per quanto riguarda la tempistica, i lavori del lussuoso condominio dovrebbero essere ultimati a fine 2019.