"Dopo l’ordinanza cautelare del giudice del lavoro del tribunale di Prato, che ha disposto l’immediato reintegro in azienda di uno dei lavoratori della Texprint, credo che il sindaco debba chiedere scusa a tutti gli operai. Biffoni ci ha definito un problema di ordine pubblico. Adessomi auguro che ripensi all’opportunità di continuare a mantenere equidistanza fra le ragioni dell’azienda e quelle dei lavoratori il cui unico obiettivo è quello di fare emergere una realtà nascosta". Per il sindacato Si Cobas è il giorno dei...

"Dopo l’ordinanza cautelare del giudice del lavoro del tribunale di Prato, che ha disposto l’immediato reintegro in azienda di uno dei lavoratori della Texprint, credo che il sindaco debba chiedere scusa a tutti gli operai. Biffoni ci ha definito un problema di ordine pubblico. Adessomi auguro che ripensi all’opportunità di continuare a mantenere equidistanza fra le ragioni dell’azienda e quelle dei lavoratori il cui unico obiettivo è quello di fare emergere una realtà nascosta". Per il sindacato Si Cobas è il giorno dei festeggiamenti. Dopo l’ordinanza del giudice del lavoro che ha disposto il reintegro in azienda di Afzal Mohammad, uno dei lavoratori licenziati dalla Texprint, sindacalisti e operai sono andati al Macrolotto Due, in via Sabadell, a festeggiare con fumogeni, cartelli e striscioni, proprio davanti alla Texprint. Il primo pensiero di Luca Toscano (nella foto), sindacalista del Si Cobas, è comunque andato all’atteggiamento tenuto negli ultimi sei mesi dalle istituzioni. "Dopo i passaggi positivi in Comune con l’assessore Mangani, ora ci aspettiamo un segnale dal sindaco Biffoni", dice Toscano. "Dalla Regione e dall’assessore Nardini, invece, ci attendiamo una presa di posizione forte. Deve rompere gli indugi e fare venire l’azienda al tavolo delle trattative. È vero che questi lavoratori non votano, e quindi contano meno per la politica. Ma ci domandiamo cosa ci stia a fare la politica se non aiuta chi lavora". A spiegare i contenuti e le motivazioni alla base dell’ordinanza cautelare del giudice del lavoro del tribunale di Prato sono gli avvocati dei 13 lavoratori ex Texprint, Lorenzo Nannipieri e Letizia Bertolucci. "Il lavoratore, come i colleghi, ha impugnato il licenziamento, ma è stato il primo a presentare richiesta cautelare. Il giudice, dopo avere esaminato gli atti, ha ritenuto che non ci fossero motivazioni tali da giustificare il licenziamento. L’ordinanza ha efficacia immediata e il lavoratore si è già messo a disposizione dell’azienda. Adesso è in attesa di indicazioni dalla Texprint".

L’ordinanza del giudice dà fiducia al sindacato che anche le sentenze per gli altri 12 operai licenziati possano condurre sulla strada del reintegro in azienda. Intanto dalla Texprint replicano sostenendo come il giudice del lavoro "abbia precisato nel proprio provvedimento la sussistenza di condotte particolarmente violente con riferimento alla collettività dei manifestanti, confermando le denunce presentate da Texprint in questi mesi". "Impugneremo tempestivamente questa decisione e continueremo a denunciare chi commette reati di violenza privata, danneggiamento doloso, diffamazione e calunnia" concludono dall’azienda di via Sabadell.

Sdb