Francesca Santini
Francesca Santini

Prato, 23 marzo 2020 - Continuate a sorridere, nonostante la mascherina. Diventa un mantra quotidiano la richiesta dei tanti, impauriti e insicuri, che nei supermercati oltre ai generi alimentari cercano conforto in uno sguardo e a volte, se più anziani, perfino solidarietà. In prima linea a fronteggiare l’unitile corsa al carrello ci sono loro, i cassieri dei supermercati che assolvono il loro compito, oggi diventato servizio sociale, protetti da guanti, mascherina e una lastra in plexiglas che li separa dai clienti. Come Francesca Santini, cassiera al supermercato Conad di via Catani a Mezzana, consapevole del valore del suo lavoro in questo particolare momento di inquietudine e difficoltà.

Nessuna emergenza per l’approvvigionamento di beni alimentari, eppure le immagini di code chilometriche davanti ai supermercati rimbalzano su social e media. Due giorni fa girava da tutte le parti la foto di una fila di almeno 200 metri, qui a Prato: ordinatissima, quasi geometrica.
"C’è la consapevolezza del servizio offerto quotidianamente, questo ci fa sentire importanti e ci spinge a portare avanti il lavoro con responsabilità, ma vorrei che i clienti pensassero di più a chi fa il mio mestiere", risponde la cassiera Francesca Santini. "Non sempre il cliente capisce che deve stare lontano, rispettare la distanza di sicurezza; a volte capitano persone che hanno fatto una lunga fila solo per prendere pochi oggetti. Sono da evitare gli accaparramenti ma la spesa deve essere razionale, meglio fare un po’ di scorta e uscire meno volte di casa. A volte le stesse persone tornano al supermercato il pomeriggio o il giorno dopo: questo succede soprattutto con gli anziani. E purtroppo sono proprio loro le persone più vulnerabili, quelle che più di altre dovrebbero divendersi dal virus e restare a casa per proteggersi dal rischio contagio".
Che cosa dite alle persone che tornano più volte a fare la spesa?
"Non possiamo essere troppo rigidi o troppo morbidi, quindi prevale la comprensione. Capisco che uscire di casa per la spesa diventi una distrazione, altre volte è solo un’abitudine. Ma invito comunque i clienti a concentrare gli acquisti per evitare di ritornare troppo presto. Forse hanno meno paura di altri del contagio perché pensano di aver passato momenti peggiori, alcuni la guerra per esempio, ma il consiglio a essere prudenti e attenti deve essere lo stesso per tutti".
Si sente protetta nel suo lavoro a contatto con così tante persone ogni giorno?
"L’azienda ci ha fornito fin da subito i mezzi di protezione adeguati. Ogni giorno l’ambiente è sanificato e due volte alla settimana ci sono interventi straordinari di disinfestazione. Ogni giorno i carrelli sono puliti e disinfettati, ai clienti vengono forniti guanti e gel igienizzante; la mascherina la indossano tutti, sono rarissimi quelli che si presentano senza".
Ci sono orari consigliati per evitare di fare quelle lunghe file ormai diventate tristemente fomose?
"In realtà no, più o meno da noi il flusso è costante. Le lunghe file sono dovute alla necessità di contingentare gli ingressi, ma una volta entrati la spesa è veloce e fortunatamente non ci sono attese alle casse. Lo sbarramento in ingresso è regolato proprio per questo motivo".
Lanci, se vuole, un appello per una spesa responsabile .
"Venite uno solo per famiglia, ci siamo sempre, state tranquilli. I supermercati non chiudono e sono riforniti, le scorte nei magazzini sono abbondanti, la merce viene consegnata con regolarità e gli scaffali vengono riempiti quotidianamente. Restate a casa se non è strettamente necessario uscire. Ne ca del bene di tutti".
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