Silvia Budri
Silvia Budri

Prato, 6 aprile 2021 - Vivere sulla propria pelle le difficoltà della crisi può diventare una nuova opportunità. Magari utilizzando le doti che già si possiedono: la capacità dialettica, un carattere affabile, sorriso e intraprendenza. Silvia Budri, 53 anni, fino allo scorso anno lavorava come attrice di teatro e fiction e divideva la sua vita fra Campi Bisenzio e Roma. Poi l’emergenza Covid ha fermato l’intero settore. Da qui la necessità di una virata, repentina ma necessaria, reinventandosi come venditrice di articoli religiosi nelle parrocchie di Prato e Firenze. Niente vendite on line ma incontri diretti con i sacerdoti: così Silvia si è tuffata in un settore per lei completamente nuovo. L’arte di rimettersi in gioco non conosce limiti.

La storia di Silvia inizia negli anni Novanta nel laboratorio teatrale che Pamela Villoresi aprì a Prato e all’interno del quale fu scelta fra 300 candidati per un ruolo da protagonista della tragedia "Iliona". Fra i suoi lavori teatrali, dal 1995 in poi, figurano Il giardino dei ciliegi, La Locandiera, Medea e Tre Sorelle. Nel 2005 recita in "Distretto di polizia" e interpreta Viola ne "La dodicesima notte" di Shakespeare con Oreste Lionello. Il 2007 è ancora un anno contrassegnato dalle fiction: "Un medico in famiglia", "Ho sposato uno sbirro" e "Don Matteo". Nel 2008 è al cinema in "Benvenuti in Amore" di Michele Coppini e nello stesso anno a teatro in "Sul lago dorato" nel ruolo di Chelsea al fianco di Arnoldo Foà e "Marlene" con Orso Maria Guerrini. Segue il ritorno con Pamela Villoresi nel 201112 in "Medea" e "Seneca" con Lindsay Kemp, per la regia di Micha Van Hoecke. L’anno successivo è coprotagonista, sempre al fianco della Villoresi, in "Eva contro Eva" nel ruolo di Karen Richards. Nel 2013 è Maria in "Con Maria oltre la notte", notte bianca della preghiera della Diocesi di Roma.

"Con Pamela Villoresi – racconta Silvia – c’è stata da subito una profonda intesa e una grande sintonia. Per il mio percorso di vita, per la mia instabilità lavorativa e quindi in quanto perenne precaria abituata a rinunce costanti e respiri trattenuti, sento di essere arrivata da tempo, con molto anticipo, a percepire alcune sensazioni che in periodo di virus accomunano quasi tutti. Improvvisamente vedo negli altri un punto in comune. E così ho deciso di rimettermi in gioco, con i corsi di teatro nelle parrocchie, ho creato una linea di magliette "ArteFatte" con stampate le immagini del pittore Andrea Boni di Signa e una mia breve poesia". Alla chiesa di San Giovanni Battista dell’Autostrada Firenze Nord Silvia Budri ha letto l’incipit "Il vegliardo di Patmos" di Vincenzo Arnone e "L’Angelo" di Giovanni Michelucci ed ha conosciuto la ditta "Arte e Fede" di Lucca.

"E’ vero che sono nata come attrice – prosegue – ma bisogna fare con il massimo entusiasmo qualsiasi lavoro e non mi sono tirata indietro davanti alla proposta di vendere articoli religiosi. L’accoglienza nelle parrocchie è stata buona, mi presento con umiltà dicendo ’sono un’attrice che non sta lavorando’ e senza pestare i piedi a nessuno, propongo articoli che sono personalizzabili". E così ogni giorno Silvia con l suo campionario sale in automobile, e fra Firenze e Prato va a presentare prodotti quasi tutti Made in Italy, personalizzabili: dai cartacei alle icone, ma anche abbigliamento per sacerdoti, calici e tutto quello che può servire in una chiesa. "Attraverso il disorientamento e la paura - conclude Silvia - possiamo cogliere l’opportunità e decifrare un messaggio: è nelle profondità che sono racchiusi tesori inimmaginabili".