Tommaso Municchi, il ragazzo che ha subìto le offese di stampo razzista
Tommaso Municchi, il ragazzo che ha subìto le offese di stampo razzista

Firenze, 13 novembre 2019 - Caso di razzismo nel mondo del basket. Dopo le offese dei tifosi dell’Hellas Verona rivolte a Mario Balotelli, la discriminazione razziale spunta anche a Vaiano. Il caso è legato a una partita di basket di Serie D fra Centro Minibasket Valbisenzio e Pallacanestro Campi Bisenzio, disputata domenica 10 novembre a Vaiano.

Nel referto gli arbitri della partita riportano offese razziali nei confronti di Tommaso Municchi, giocatore di colore di Campi Bisenzio. Il giudice sportivo prende atto della segnalazione della coppia arbitrale e multa di 80 euro il Centro Minibasket Valbisenzio “per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri o tesserati e per circostanza aggravante speciale di offese frequenti nei confronti di un tesserato ben individuato ispirate a discriminazione razziale”.

In campo l’unico giocatore di colore è Municchi, classe ‘99, arrivato in Italia nel 2000 dal Ciad e adottato. «Una multa di ottanta euro per offese razziali, sono davvero amareggiato per tutto questo - dice Tommaso Municchi -. In campo, nella confusione della partita, non ho sentito le offese razziali, ma altri presenti mi hanno detto di averle sentite. Non è una cosa accettabile. In Italia siamo messi davvero male. Si vede una persona di colore e la prima cose che si dice per offenderla è negro di M...A. E’ assurdo».

Offese, ma non solo. Anche gesti a mimare il taglio della gola e le catene degli schiavi rivolte al giovane cestista da parte di una tifoso vaianese. In tribuna quei gesti verso il campo li ha visti anche la madre di Tommaso, Mariella Danti, presa a male parole dalla stessa persona che aveva prima aggredito verbalmente il figlio.

«Dopo aver mimato le catene al collo come venivano messe agli schiavi, questa persona è venuta a inveirmi in faccia - dice la signora Danti -. La multa di 80 euro per offese razziali è una vera vergogna».

Da Vaiano fanno sapere che nessuno ha sentito le offese di discriminazione razziale e che sono pronti a fare anche ricorso, sostenendo la non veridicità di questa ricostruzione. Ma se nessuno (o quasi) ha sentito queste offese, perché gli arbitri hanno riportato tutto nel referto?

Gianguido Belardinelli, anima della Pallacanestro Campi Bisenzio e capitano della squadra a 47 anni, non ci sta e ammette che è stata persa un’occasione per lanciare un segnale: «Conosco la società di Vaiano e tutti i giocatori, non voglio generalizzare e gettare la croce addosso a nessuno, ma si è verificato un fatto gravissimo - sottolinea Belardinelli -. Si doveva fare un gesto eclatante, dare un segnale. Nessuno ha chiamato Tommaso per delle scuse. In più quella multa di ottanta euro. Sono senza parole».