Un protocollo unico per limitare al massimo i contagi tra i banchi. Con regole anti-capannelli per evitare il diffondersi del virus e mettere al sicuro le scuole. È quanto si sta discutendo a Roma tra il ministero della salute guidato da Roberto Speranza e quello dell’istruzione in capo al ministro Patrizio Bianchi. Regole uniformi per evitare disuguaglianze tra le scuole con la speranza (di 15.000 genitori) che grazie al nuovo vademecum possano tornare in presenza anche gli studenti dalla seconda media alle superiori, da ieri nuovamente costretti in dad. Le linee guida sulle quali stanno...

Un protocollo unico per limitare al massimo i contagi tra i banchi. Con regole anti-capannelli per evitare il diffondersi del virus e mettere al sicuro le scuole. È quanto si sta discutendo a Roma tra il ministero della salute guidato da Roberto Speranza e quello dell’istruzione in capo al ministro Patrizio Bianchi. Regole uniformi per evitare disuguaglianze tra le scuole con la speranza (di 15.000 genitori) che grazie al nuovo vademecum possano tornare in presenza anche gli studenti dalla seconda media alle superiori, da ieri nuovamente costretti in dad. Le linee guida sulle quali stanno discutendo a Roma le ha lette in anticipo Francesco Puggelli, in qualità di delegato Upi per la Toscana.

Ma cosa potrebbe cambiare? Prima di tutto decadrà la possibilità che i presidenti di Regione possano disporre in modo arbitrario la chiusura delle scuole come avveniva finora, ad esempio, per le città in zona rossa. Le regole a prima vista sono decisamente blande: compare il divieto per i ragazzi di sostare insieme davanti ai distributori di cibo e bevande che se necessario verranno disattivati; il divieto a ogni forma di riunione per evitare assembramenti; il rispetto del distanziamento e misure severe secondo le quali l’unico luogo di incontro per gli studenti, sempre con le dovute distanze, dovrà essere la classe quindi niente ricreazione o momenti di socialità comune. I presidi avranno il compito di verificare. Il nuovo protocollo unico definirà anche i tempi della quarantena, i tamponi (che non saranno a tappeto) e la prassi da applicare. Lo stesso dovrà riguardare la dad per gli alunni positivi, con regole per la giustificazione delle assenze. Un protocollo che sposta di poco quanto avviene a Prato e provincia grazie alle linee guida di ‘scuola sicura’ definite a ottobre dalla Regione, ma che potrebbe aprire la strada al rientro al 100% per gli studenti delle superiori dopo l’uscita dalla zona rossa. Un punto sul quale si battono genitori, insegnanti e alunni che non più tardi di ieri, tramite la Consulta degli studenti, sono tornati a bussare alla porta del presidente della Provincia Francesco Puggelli, per chiedere di fare pressione a tutti i livelli per il rientro in classe.

"La stesura del protocollo unico è molto più che una bozza, sembra che sarà approvata a breve – interviene Puggelli –. Con il nuovo decreto si sta facendo concreta la possibilità di un rientro in classe in presenza per tutti gli studenti in zona arancione, quindi ogni passo verso questo risultato è più che gradito".

Prato e la Toscana sono un passo avanti: "Porterò le istanze dei nostri ragazzi in tutte le sedi, sono convinto che un ritorno in presenza in sicurezza sia possibile. Abbiamo lavorato molto su ingressi scaglionati, potenziamento dei trasporti e tracciamento del virus con screening di massa, regole alle quali va aggiunto l’uso del buonsenso che ai nostri studenti sono certo non mancherà. Abbiamo tutti i tasselli perché i ragazzi stiano in classe in sicurezza".

Silvia Bini