Primo esempio in Italia. Tentata violenza sulla dipendente. La Cgil è parte civile

Alla sbarra degli imputati c’è un imprenditore cinese di 47 anni che cercò di baciare la dipendente italiana trentenne. La donna si è rivolta allo sportello del sindacato. Presto la sentenza con rito abbreviato.

Primo esempio in Italia. Tentata violenza sulla dipendente. La Cgil è parte civile

Primo esempio in Italia. Tentata violenza sulla dipendente. La Cgil è parte civile

Il titolare della confezione aveva provato a baciarla con la forza, strappandole la mascherina anticovid dalla bocca, ma lei riuscì a divincolarsi e a scappare fuori dalla fabbrica, in strada. Un comportamento che è costato caro ad un cinese di 47 anni, titolare di un pronto moda, ora alla sbarra degli imputati per tentata violenza sessuale ai danni di una sua dipendente italiana di trent’anni.

Il fatto è avvenuto a dicembre del 2021 e adesso l’orientale è davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, in attesa di giudizio. La prossima udienza è fissata per la metà del mese; l’avvocato difensore dell’imputato, Olivia Nati, ha optato per il processo con rito abbreviato.

Il caso è emerso grazie alla denuncia che la vittima ha presentato allo sportello donna della Cgil di Prato, tanto che dopo l’accoglimento da parte del giudice della costituzione di parte civile della donna, ieri ha ammesso come parti civili anche la Camera del Lavoro e la Filctem Cgil Prato-Pistoia.

Le richieste sono state presentate dall’avvocato Amelia Vetrone, sia per la sua assistita che per conto della Camera del Lavoro e della Filctem. Un accoglimento da parte del giudice che è un unicum nel panorama italiano: "Per la prima volta Camera del Lavoro e Filctem Cgil Prato Pistoia sono state ammesse come parti civili in un processo per violenza sessuale. Il sindacato di piazza Mercatale e l’organizzazione dei lavoratori manifatturieri si erano costituiti parte civile in un procedimento nei confronti del titolare di un’impresa, imputato ’perché mediante abuso dell’autorità derivante dalla sua posizione di datore di lavoro e con violenza’ e con ’atti idonei e diretti’ costringeva ’in modo non equivoco’ una dipendente a subire violenza sessuale sul luogo di lavoro’", ricostruiscono dal sindacato. Nelle motivazioni a sostegno della costituzione di parte civile si richiamava non soltanto la rappresentatività della Cgil a tutela dei lavoratori, ma anche come il reato contestato "abbia danneggiato anche l’onorabilità e la personalità della Camera del Lavoro di Prato e della Filctem", poiché la vicenda dalla quale è scaturito il procedimento penale "si ripercuote sulla credibilità e il prestigio delle due costituende parti civili che costantemente, quotidianamente pongono l’attenzione sulla sicurezza nell’ambito lavorativo anche e soprattutto con riferimento alla discriminazione di genere".

Un’attività sindacale, è scritto ancora nell’atto di costituzione, firmato dal segretario generale della Camera del Lavoro Lorenzo Pancini e dal segretario generale della Filctem Cgil Prato Pistoia Juri Meneghetti, che trova legittimazione giuridica nell’articolo 1 dello statuto della Cgil "un’organizzazione sindacale generale di natura programmatica, unitaria, laica, democratica, plurietnica, di donne e uomini", che "ripudia e combatte ogni forma di molestia, discriminazione e violenza contro le donne e per orientamento sessuale ed identità di genere".

Sa.Be.