Prato, 9 aprile 2021 - Prato ancora in zona rossa. Mentre la Toscana si avvia, soprendentemente presto a uscire dalla fascia di massimo rischio epidemiologico, qui si continua a tirare la cinghia. Questione di numeri: quelli che dettano le scelte relative ad aperture e chiusure. Quegli stessi numeri che ci hanno condannato finora e che ancora continuano a farlo.

Con 116 contagi e tre decessi nelle ultime 24 resta lontana la possibilità per Prato di tornare a breve in zona arancione. Al contrario, per la regione nel suo complesso (che ieri ha registrato 1153 nuovi positivi) sembra un’ipotesi più che concreta quella di riuscire ad abbassare le restrizioni già da martedì 13 aprile: un allentamento delle regole anti Covid potrebbe arrivare oggi dalla cabina di regia mazopmaòe, che ogni venerdì, decide i colori in base ai 21 parametri che collocano le regioni nelle varie fasce di rischio. Se la Toscana spera (anche se peserà molto sulla decisione il dato sui ricoveri che sfiorano la soglia dei 2000) sicuramente per Prato non ci saranno novità rilevanti, anche se è importante dire che la zona rossa, istituita il 15 marzo, sta finalmente portando i suoi primi risultati. Certo, non ancora sufficienti per tirare un sospiro di sollievo e uscire dalla zona rossa, ma almeno per essere ottimisti e sperare in un allentamento delle misure prima di maggio, proprio come inizialmente era stato ipotizzato.

Negli ultimi tre giorni la media dei nuovi contagi settimanali ogni 100.000 abitanti è scesa di oltre 100 unità passando dai 455 positivi della scorsa settimana agli attuali 325. Un ribasso che, appunto, fa ben sperare, anche se dovrà essere consolidato dai dati dei prossimi giorni. Resta infatti da verificare che non si tratti semplicemente di un eventuale effetto Pasqua, che potrebbe aver pesato sulla minore quantità dei tamponi effettuati e quindi sui risultati finali.

I grafici elaborati dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, che dallo scorso marzo ha aperto una task force per studiare l’andamento del virus, mostrano per Prato una curva in discesa, a suggerire che il picco potrebbe essere stato superato. "Tra le province italiane, Prato non è più quella con il maggior numero di positivi giornalieri ogni 100.000 abitanti", spiega il ricercatore Roberto Spighi, a conferma di quanto già era emerso negli ultimi giorni. "Aosta adesso si trova in una situazione peggiore rispetto a quella della nostra città.

Prato resta comunque maglia nera in Toscana anche se il dato dei contagi adesso si sta notevolmente avvicinando a quello di altre città. E questo ci fa ben sperare". Analizzando dal punto di vista matematico il cammino del virus durante la zona rossa si può dire che dopo 24 giorni di restrizioni si iniziano a vedere i primi frutti: il 15 marzo i positivi settimanali ogni 100.000 abitanti erano 360, mentre ieri erano arrivati a quota 325. Il vero miglioramento però è relativo al valore dell’Rt (ossia l’indice di contagio) che è sceso da 1.25 all’attuale 1.03. "Con un valore Rt molto vicino a 1 e in calo, la situazione dovrebbe continuare a migliorare, magari non subito perché come detto negli ultimi tre giorni il miglioramento registrato a Prato è stato molto forte e adesso è possibile che ci sia un periodo di stazionamento", dice Spighi. "Comunque è un dato in costante miglioramento".

Volendo fare un parallelo con Pistoia, che è entrata in zona rossa all’inizio di marzo e adesso è arrivata sotto la decisiva soglia dei 250 positivi settimanali ogni 100.000 abitanti (i positivi sono infatti 236) e un Rt a 0.9 che quindi porterà ad un ulteriore calo. "Nell’ultimo mese a Pistoia il calo dei positivi settimanali ogni 100.000 abitanti è passato da 380 a 236, ma soprattutto l’Rt è sceso da oltre 1.2 a 0.9", conferma Spighi. "Questo significa che la zona rossa ha riportato Pistoia in un range accettabile e adesso la situazione dovrebbe ancora migliorare". Tornando alla corsa del virus a Prato nelle ultime 24 ore, le ultime vittime del Covid sono tre uomini di 70, 80 e 86 anni, tutti del Comune capoluogo. I primi due deceduti all’ospedale Santo Stefano e il terzo all’ospedale di Empoli dove era stato trasferito per mancanza di posti letto. Il numero dei morti, da inizio epidemia, sale a 440, quello dei contagi a 18.292.